Ancelottiani contro sarristi, uno “scontro” che non fa bene alla piazza

La storia dello sport è piena di contrapposizioni tra tifosi di questo o quel campione. Restando al calcio italiano, tra le più note c’è ad esempio quella tra i sostenitori di Sandro Mazzola e i supporters di Gianni Rivera, passata tra l’altro alla storia con la famosa “staffetta” ai mondiali di Messico ’70. A Napoli, proprio quest’anno, è invece nato un altro “scontro”: quello tra “ancelottiani” e “sarristi”.

Con Carlo Ancelotti e Maurizio Sarri continuamente paragonati da molti supporters azzurri nel corso di questa stagione, che vede il Napoli nettamente secondo in campionato (seppur staccatissimo dalla Juventus ormai campione per l’ottava volta di fila) ma eliminato dalla Coppa Italia e, soprattutto, dall’Europa League ai quarti di finale (dopo la beffarda “retrocessione” dalla Champions).

Il KO con l’Arsenal (di fatto a un anno dal gol di Koulibaly che sancì la “presa di Torino”) ha di nuovo acceso il dibattito nei bar e sui social. Meglio il Napoli di Sarri (che con un gioco spumeggiante ha sfiorato l’anno scorso lo scudetto ma uscito malamente da Champions, Europa League e Coppa Italia) oppure quello di Ancelotti, a -17 dalla Juve, ma con un cammino nettamente migliore (seppur finito amaramente) nelle due competizioni europee?

La verità sta probabilmente nel mezzo, visto che forse solo uno come Re Carlo avrebbe potuto reggere perfettamente lo “choc” della squadra per l’addio del tecnico forse più “identitario” che si sia mai seduto sulla panchina azzurra in 93 anni di storia. Nelle ultime due stagioni, c’è però un dato incontrovertibile: gli “zeru tituli” (per dirla alla Josè Mourinho).

Si può inoltre dire che la squadra (chiamata ora a rafforzare il secondo posto) sia rimasta competitiva “nonostante” lo scontro tra sarristi e ancelottiani, che non ha fatto certamente bene alla piazza di Napoli, “divisa” come poche volte.

Un segnale non bello, anche perché Napoli è l’unica grande metropoli italiana ad avere una sola squadra di calcio ai massimi livelli, per cui il pubblico dovrebbe sempre far quadrato intorno a società (contestatissima dagli ultras delle curve) e squadra. Una compagine che, come ama ricordare l’ex presidente Corrado Ferlaino, rappresenta lo “stato d’animo della città”.