L’Analisi – Il cacciucco livornese e il portoghese sbagliato

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Il Napoli illude tutti e un po’ anche se stesso prima di farsi rimontare dalla Juventus all’Allianz Stadium. Troppe ingenuità difensive ma anche tante polemiche per l’espulsione di Mario Rui.
Banti il “superficiale”, come l’ha ribattezzato Ancelotti a fine gara, per alcune scelte dell’arbitro livornese, compagno di cacciucco di Allegri. Pietanza indigesta per il Napoli, come fu nel Maggio di tre anni fa, per la contestata gestione dei cartellini dell’arbitro livornese reo di essere stato fin troppo fiscale con gli azzurri e di aver sorvolato su alcuni gialli “da regolamento” che Chiellini e Pjanic avrebbero meritato. Ma l’episodio incriminato è ovviamente quello dell’espulsione per secondo giallo “superficiale”, riprendendo le parole del mister azzurro, di Mario Rui. Il portoghese sbagliato con la maglia del Napoli. Perché oltre ad un espulsione per molti ingiusta, il terzino azzurro ha commesso errori difensivi grossolani mentre dalla parte opposta l’altro portoghese, quello più illustre, sfornava assist e giocate che hanno permesso alla Juventus di aggiudicarsi il match.
Niente da dire sulle potenzialità offensive dei bianconeri, ma Mario Rui e Kouly hanno messo Mandzukic nelle condizioni di realizzare la doppietta decisiva per il sorpasso bianconero. Sul primo gol il croato viene lasciato solo a saltare nell’area piccola con Rui che non accorcia e Koulibaly che va a fare un inutile raddoppio con Albiol. La pennellata di Ronaldo che stordisce Hysaj trova il croato solo soletto per fare l’1-1. Nella ripresa palo del portoghese (quello bianconero) con Mandzukic lasciato solo ancora una volta da Rui ad insaccare facile facile a porta vuota.
Resta il rammarico per come la gara si era incanalata nei primi 20’. Il Napoli era riuscito ad annichilire la squadra di Allegri che è apparsa confusa ed incapace di reagire. I primi 10’ di solo Napoli culminati nel gol di Mertens frutto del pressing alto e della velocità nell’uno-due tra il belga e Callejon. Nel mentre anche un palo di Zielinski e tanto possesso e gestione della gara. Poi il black out. Il Napoli tira il freno a mano troppo presto, non come fece a Torino contro i granata la scorsa domenica, chiudendo la gara con un micidiale uno-due. Certo la Juventus non è il Torino ma per come stava andando il match all’inizio, il Napoli avrebbe avuto le possibilità di assestare il colpo del KO ma si è fatta prendere del “timore” di chiuderla. Il braccino corto. E contro queste squadre come la Juventus, attrezzata per vincere, non puoi lasciare nulla al caso e nulla per strada senza subirne le conseguenze. Pesa anche il mancato 2-2 di Callejon a tu per tu con Szcezcny che avrebbe cambiato, con il Napoli in 10, buona parte delle sorti del match…forse…perché il calcio non è una scienza esatta e non si fa con i “se” e i “ma”.
La gara dell’Allianz Stadium va adesso archiviata e vanno prese le cose positive e analizzati gli errori per non ripeterli con il passare delle giornate. Il Campionato è ancora lungo e tutto è ancora rimediabile. Il Napoli dopo questa gara non va ridimensionato ma accompagnato nella crescita che vuole il suo allenatore. Mercoledì  c’è già una gara da dentro o fuori contro il Liverpool che potrebbe segnare il prosieguo del cammino Champions ma non per questo le stagioni finiscono ad Ottobre o Dicembre altrimenti questo Napoli avrebbe già vinto due scudetti in tre anni.