Parola Chiave: TRENTUNO

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La vittoria contro la Lazio, specie per come è arrivata, è stata la dimostrazione di come questo gruppo sia unito e non si lasci abbattere dalle avversità.

A tenere banco nel pre-gara contro la Lazio è stato certamente l’ennesimo infortunio a Faouzi Ghoulam che, alla vigilia del suo rientro, ha dovuto subire un nuovo inaspettato stop. La rete iniziale di De Vrji aveva poi gettato tutti nello sconforto, facendo pensare che il contraccolpo psicologico per gli azzurri fosse stato tale da frenarli nella loro corsa scudetto. Invece la squadra si è cementata ancora di più compiendo l’ennesima rimonta stagionale e dedicando a Ghoulam la vittoria. Tutto il Napoli era infatti sceso in campo nel pre-gara indossando la numero trentuno in onore del loro sfortunato compagno.

Non poteva quindi che essere proprio TRENTUNO, la parola chiave di questa settimana

T come Tonelli. Non giocava da un anno, eppure Lorenzo Tonelli ha giocato a buoni livelli tutti e novanta i minuti contro la Lazio, contro un avversario ostico come Ciro immobile. Il difensore azzurro ha così ripagato la fiducia che Sarri e Giuntoli hanno riposto in lui quando hanno deciso la cessione di Maksimovic.

R come Rotula. Il crack nel ginocchio di Ghoulam ha avuto l’eco di una deflagrazione nell’ambiente azzurro. La sfortuna sembra essersi accanita sul terzino algerino e probabilmente sarà difficile rivederlo in campo prima della fine della stagione. Un infortunio che molti hanno imputato alla sua eccessiva foga nel voler rientrare a tutti i costi, altri ad una cattiva gestione medica del suo decorso post operatorio. A volte però la casualità degli eventi è più forte di ogni programmazione e non ci sono medici che tengano.

E come Espulsione. Sarri avrà avuto un dejavu nella sua espulsione contro la Lazio. L’ultima volta fu contro l’Udinese nel lontano 2016. Una giornata che tanti ricordano perchè frenò la corsa scudetto degli azzurri. Sacrosante le sue proteste per la manata violenta e volontaria di Milinkovic Savic su Callejon. Sembrava l’epilogo di un’altra disfatta ma…la sua preoccupazione è svanita subito ad inizio ripresa quando, dall’alto della cabina del San Paolo, è sembrato che il Napoli fosse guidato con un joystick virtuale alla vittoria.

N come Nove. Sono le reti stagionali di Josè Maria Callejon. Sette in campionato e due in Champions. Sempre decisive per le sorti azzurre e accompagnate da prestazioni che non si sono mai limitate al semplice compitino. Uomo ovunque e tassello insostituibile dello scacchiere di Sarri.

T come Torino. Prossimo avversario della Juventus nel derby della Mole. Il Napoli spera in un regalo del suo ex tecnico Mazzarri che, tante vole, sulla panchina azzurra, si era reso protagonista con i suoi ragazzi, di prestazioni maiuscole contro i bianconeri. Chissà che Walter non si ricordi del suo Napoli, con cui anche lui sfiorò lo scudetto proprio contro Allegri, allora al Milan.

U come Undici. Undici Leoni azzurri hanno fatto un sol boccone dell’Aquila biancoceleste. C’è voluto un tempo ma gli azzurri hanno saputo raddrizzare una gara che sembrava compromessa. Come all’andata, sempre in rimonta, l’undici di Sarri ha mostrato gli artigli. Zielinski ha cambiato la gara con il suo ingresso dando ancora più lustro alle prestazioni maiuscole di Hysaj, Callejon e Mario Rui.

N come Nomi. Anche se il mercato è finito, sono tanti ancora i nomi di calciatori che ruotano intorno al Napoli. L’infortunio di Ghoulam e gli acciacchi lievi o fastidiosi di Albiol e Chiriches, hanno riaperto gli occhi alla dirigenza azzurra alla ricerca di qualche possibile svincolato, in buona condizione, che possa “numericamente” rimpolpare l’organico azzurro.

O come Otto. Sono i gol in due gare contro la Lazio. All’andata Simone Inzaghi aveva lamentato l’assenza dei titolari in difesa come la causa del tracollo contro la squadra di Sarri. Anche in quell’occasione furono i biancocelesti ad andare in vantaggio e nella ripresa gli azzurri surclassarono immobile e compagni con una prestazione maiuscola come quella di Sabato sera. A volte prima di dare sentenze, bisognerebbe guardare ai propri limiti…una lezione che Inzaghi crediamo abbia imparato.