L’Analisi – Il tiro al bersaglio e la ricerca di nuove alchimie

Il pari contro la Fiorentina non ha attutito il clima di pessimismo che ormai regna nell’ambiente Napoli con una squadra comunque seconda in classifica e raccolta in due punti con Inter e Juventus.

Dalle stelle alla stalle. Non ci sono mezzi termini per il Napoli di questi tempi. La gara con la Juventus ha lasciato più strascichi di quelli che ci si aspettava. L’errore più grave che adesso si sta facendo è di far pesare oltremisura alla squadra azzurra questo momento negativo, quando invece si tratta di un calo fisiologico del tutto normale e forse anche prevedibile. Perché è innegabile che il Napoli abbia un calo, ma non da oggi, ma fino alla gara con la Juventus i risultati arrivavano, anche oltre le più rosee aspettative, e il pari con la Fiorentina di ieri è stato quasi accolto come una sconfitta roboante. Sarri adesso avrà il difficile compito di ricostruire la testa dei suoi giocatori e su questo non può essere solo. I giocatori più rappresentativi di questo gruppo e la società stessa, devono farsi carico dell’umore del gruppo e risollevarlo andando a guardare quanto di buono fatto fino ad una settimana fa e non solo. Mancano tre gare alla fine del girone di andata e il Napoli non può permettersi di buttare alle ortiche quanto fatto fino ad oggi.

Può solo essere un bene essersi tolto di dosso l’etichetta di favorita e vincitrice annunciata di questo campionato. Questo potrebbe diventare un aiuto per un gruppo che adesso sta subendo forse eccessive pressioni che, in meno di una settimana, hanno trasformato l’oro in piombo. Numeri alla mano, questo inizio di stagione è stato tra i migliori della storia azzurra. Dodici vittorie, tre pareggi e l’unica sconfitta, bruciante, contro la Juventus in casa. Il Napoli è comunque lì, al secondo gradino, ad un punto dall’Inter, oggi capolista, ma con un punto di vantaggio sulla Juventus, terza. La Roma e la Lazio alle loro spalle potenzialmente sono al pari della Juve e questo evidenzia il grande equilibrio di questo inizio di stagione nelle zone alte. Un equilibrio verso l’altro perchè mai nella storia le prime della classe avevano accumulato così tanti punti. Nel mini torneo a cinque, in attesa di Inter-Lazio e Juve-Roma che si disputeranno da qui a fine girone di andata, il Napoli ha 7 punti, l’Inter 5, la Juve 4 e le romane tre a testa. Le squadre sono tutte raccolte in meno di una vittoria e ognuna sarà costretta, volente o nolente, ad attraversare il suo “momento no” in stagione, anche senza Coppe. Chiunque sarà davanti per lo scudetto d’inverno non avrà la certezza di portarlo a casa a fine stagione. Il Napoli stesso ne sa qualcosa, avendolo conquistato due anni fa e poi perso in Primavera.

E allora….è davvero così negativo il cammino azzurro finora alla luce dei tanti impegni? Ricordiamoci come in passato, già a Dicembre, con altre gestioni, la vetta era già lontana anni luce. Vero, si è usciti dalla Champions per retrocedere in Europa League, sbagliando una sola gara per voler dare priorità al Campionato. Una scelta consapevole forse assecondata anche dal pubblico che, gara con il City a parte, non ha mai riempito il San Paolo per gli altri match europei. Il Napoli è adesso in un momento di appannamento, avendo iniziato prima di tutti per il preliminare Champions, e se passerà indenne le prossime gare fino alla sosta di Gennaio, avrà modo non solo di  recuperare di testa e di condizione atletica alcuni suoi uomini chiave ma anche riempire i vuoti degli infortunati con il mercato. Perché solo così potrà continuare a lottare fino a Maggio.

Sarri deve nel mentre fare una nuova alchimia per ritrasformare il piombo in oro. Un pari come quello di domenica deve assumere il valore giusto e deve servire al tecnico per capire da dove ripartire studiando nuove soluzioni offensive per concretizzare le poche occasioni che ormai la squadra riesce a creare. Anche l’utilizzo part time di giocatori come Callejon, Mertens e Hamsik, apparsi ormai in una fase calante, potrebbe dare maggior giovamento alla squadra. La testa va rinfrancata per permettere di dare energie positive alle gambe. Se non si è liberi di testa, si fanno scelte sbagliate, offuscate dal cercare le giocate fini a stesse. Mertens, ad esempio, potrebbe, ad oggi, essere più incisivo subentrando nelle ultime mezz’ore piuttosto che sfiancarsi ancora ad inizio gara ed arrivare, come ieri, sotto porta e non avere la lucidità di un tempo per buttarla dentro. A volte basta poco, anche mezza gara a riposo , per un giocatore di qualità, per ritrovare la cattiveria e la freschezza mentale nelle giocate che sembrano ormai smarrite.