EDITORIALE – Dolcetto o scherzetto?

Ci siamo. Meno di 24 ore alla sfida dello Juventus stadium nel week end che precede Halloween. Ci sarà lo scherzetto degli azzurri? Ma è ben altro a tenere banco in questi giorni.

E’ certamente una delle vigilie più sentite quella tra Juventus e Napoli. La posta in palio non è quella di Febbraio. Siamo solo a fine Ottobre e neanche ad un terzo del campionato. Difficile definirla gara decisiva per le sorti dello Scudetto anche se può farne una direzione ancora più precisa. Perchè a tenere banco è ben altro. Sin dal fischio finale di mercoledì sera l’unico argomento è stato quello di….Gonzalo Higuain. Il figlio che ha fatto “arrabbiare” papà Sarri, giusto per non ripetere la parola pronunciata dal tecnico azzurro. Scappato di casa venendo meno al patto con i compagni. Silenzi lunghi quasi due mesi per poi sbucare dal terminal di Caselle con una sciarpa che i tifosi azzurri non avrebbero mai voluto vedergli addosso. Ma questo è il calcio dei giorni nostri. La fede appartiene alla religione e non al calcio e non bisogna mai mischiare il sacro con il profano. “È solo un avversario” ha detto qualche azzurro. “gli faremo un bello scherzetto” ha dichiarato qualcun altro. E in tema di Halloween ci starebbe anche di fare uno scherzetto alla vecchia Signora che a San Valentino spezzo il cuore e i sogni di scudetto azzurri per mano di Zaza, oggi non più in bianconero proprio per far spazio al Pipita. Ma non è questo che scorre veloce sugli schermi durante tutte le trasmissioni TV di calcio. Ci sono solo le reti di Gonzalo con la maglia azzurra, contro i bianconeri, e non solo, e le prime con la nuova avversa maglia. Parlano tutti, compagni, avversari e familiari, tranne lui, Gonzalo, che si lascia scappare uno “speriamo”, rubato dalle telecamere, ad un tifoso che gli chiede una doppietta domani sera contro il Napoli. Sono lontani i tempi di Doha e delle sue “uevas”, delle lacrime di Champions, delle ballate sotto la curva, delle proteste di Udine e delle reti da record. Non c’è Amarcord che tenga adesso in una gara che potrebbe dargli una pressione per lui inaspettata e alle quali è apparso sempre soffrire. Avrà sicuramente una live Cam speciale, tutta per lui che spierà ogni smorfia, ogni parola, ogni sguardo per carpirne le emozioni che, se non è un cyborg, siamo certi che anche lui proverà. Ma soprattutto come giustificherà il suo comportamento verso uno spogliatoio che lo aveva eletto a leader e lo ha visto venire meno ad un patto, quello di riprovare ciò che era sfumato l’anno prima, ma che invece lo ha visto scappare come un ladro. Un ladro di speranze che i tifosi avevano riposto in lui. Uno che voleva difendere la città e che invece l’ha lasciata in preda alle fiamme.

Ora incrocerà nel tunnel dello Stadium lo sguardo di tutti, tranne che di uno, quello per il quale, a detta sua, ha deciso di lasciare Napoli. Si vedranno al ritorno, forse, ma di certo non si scambieranno dolcetti. Chissà se sbaglierà panchina o porta dello spogliatoio e chissà se onorerà quello “speriamo” al suo tifoso, lui che non è nuovo a venire meno alle promesse. Ma è quella di domani soprattutto una gara che per gli azzurri servirà come conferma dopo le due vittorie in campionato e come preparazione alla sfida di Istanbul che forse ha un valore più alto per la posta in palio. È per questo che la pressione deve essere lasciata ad altri, a chi vorrà dimostrare di aver fatto una scelta “professionale” opinabile ma che fa parte del gioco. E alla vigilia di Halloween si spera che alla fine a fare lo scherzetto, domani sera, siano gli azzurri con i dolcetti “amari” lasciati ad altri…

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