EDITORIALE – Questione di testa

Non solo lavoro tattico e fisico per Sarri durante la sosta e in preparazione del tour de force di Settembre. C’è da recuperare psicologicamente due pedine fondamentali.

Lorenzo e Manolo. La strana coppia. Sliding doors per entrambi in Nazionale, fuori uno e dentro l’altro nelle convocazioni del neo Ct Ventura al contorno di un’estate tormentata da richieste di rinnovi, aumenti di ingaggio ma soprattutto da un calciomercato, che in particolare per Manolo, lo ha visto continuamente con la valigia pronta, anche a poche ore dalla chiusura del mercato. Ma ora è il momento che i due ragazzi pensino solo al campo e diano il loro prezioso contributo per il Napoli che lì davanti non può prescindere dal sinistro “magico” e, passateci la parola tanto cara nel motociclismo, “ignorante” di Manolo e dal “genio e sregolatezza” di Lorenzo. Le prime uscite di campionato non sono state di certo confortanti e sono bastati 45’ o poco più a Pescara per bocciarli. Milik e Mertens con gol e voglia hanno relegato i due italiani, classe ’91, in panchina nel match successivo con il Milan, con il solo Lorenzo che ha rivisto il campo per pochi minuti nel finale contro i rossoneri propiziando il gol del definitivo 4-2. Di Manolo solo l’ombra del giocatore che, con le quattro reti tutte di un fiato rifilate al Monaco, ad inizio Agosto, aveva alimentato “i sogni di una notte di mezza estate”.

La valigia sul letto – Manolo Gabbiadini con quel suo sinistro fece “innamorare” calcisticamente De Laurentiis tanto da fargli “sborsare” oltre 14 milioni a Samp e Juventus per acquisirne i diritti sportivi. Le prime uscite con Benitez lo consacrarono anche agli occhi dei tifosi più scettici ma la stagione con Sarri passata all’ombra del Pipita e in un modulo in cui è troppo spesso apparso come un pesce fuor d’acqua, lo avevano portato sin dallo scorso Gennaio a incupirsi esternando attraverso il suo agente la sua voglia di cambiare aria. Ma per Aurelio questo trasferimento “non s’aveva da fare”, non solo a discapito dei dettami tattici del suo tecnico, ma anche, e soprattutto per le difficoltà incontrate sul mercato nel cercare il nuovo proprietario della “9” azzurra. E adesso per Manolo pronto il ricco rinnovo per fargli ritrovare il sorriso….ma davvero i soldi faranno la felicità? Forse aiuteranno a tenere calmo l’agente ma di certo non scuoteranno gli ingranaggi nella testa del giocatore che necessita del lubrificante giusto per sbloccarsi definitivamente e tornare a correre più di prima. L’avere la valigia “sul letto” sempre pronta per Milano o Londra o la Germania, non hanno sicuramente reso agevole lo status mentale di Manolo che, da oggi più che mai, dovrà provare a riconquistare la fiducia del tecnico in un ruolo e in un modulo in cui non ha mai realmente convinto. La fiducia della società c’è, visti anche i continui attestati di stima del Presidente, ma ci vuole una serata simile a quella con il Monaco, magari in Champions, chissà, per poter dare finalmente la svolta alla carriera di un ragazzo che deve scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna promessa incompiuta. Quest’anno ci sono tutte le possibilità per potersi giocare una maglia ad armi pari con Milik e questo deve essere uno stimolo in più per Manolo che, in questo modo, non dovrà affrontare da solo il peso di una eredità ingombrante fatta di 36 gol.

Il Magnifico…di platino – Se Gabbiadini non sorride, di certo lo stesso Lorenzo Insigne non si può dire sia al settimo cielo. Lui almeno prova a far sorridere gli altri…la trovata della capigliatura biondo platino in stile “Messi” ha fatto scaturire più di un sorriso da parte dei compagni e anche dei tifosi che hanno commentato divertiti sui social l’appariscente capigliatura del “Magnifico”. Anche questo è un segno che può lasciare adito a mille interpretazioni. Innanzitutto la scarsa serenità del ragazzo che da “napoletano” vive anche un po’ troppo intensamente gli umori e i rumori della piazza. Le richieste di rinnovo e di adeguamento del contratto, ormai pane quotidiano per la società azzurra, in questa lunga estate di mercato, non hanno di certo creato un clima sereno intorno a Lorenzo. La mancata convocazione in Nazionale ha, poi, fatto il resto, probabilmente facendo chiudere Insigne in se stesso. Di certo le sue giocate in termini di gol e assist hanno non poco contribuito alla brillante annata del Napoli dello scorso anno, ma non per questo devono assumere i toni di un fardello per lui o per la società. Sarri sa bene che Insigne non è quello della gara di Pescara e sa anche che il ragazzo può ritrovare la serenità solo giocando senza pressione, cosa che probabilmente non è il caso odierno. Tre anni fa l’esordio in Champions gli sorrise con il gran gol su punizione al Borussia Dortmund ed è con questi colpi che Lorenzo deve riprendersi le redini del Napoli abbinando anche lo spirito di sacrificio e vivendo il dualismo con Mertens in maniera più serena. Ci sarà spazio per tutti quest’anno e siamo certi che Insigne potrà ritrovare la serenità in queste settimane magari già a partire dalla gara di Palermo o da quella di Kiev che lo vedranno almeno in una delle due in campo da titolare. Quel platino che sfoggia sulla testa può anche essere, come scrivevamo prima, interpretato in modo inverso, ovvero non mancanza di serenità, ma voglia di cambiare e voltare pagina per un nuovo importante corso della sua carriera sempre di più tinta…ma di azzurro.

A modo loro, quindi, sia Lorenzo che Manolo hanno qualcosa da dimostrare all’ambiente e non possono di certo farlo da soli ma hanno necessariamente bisogno di una guida esperta e saggia che ha il nome di Maurizio Sarri a cui si prospetta l’arduo compito di vestire, da oggi, anche i panni dello psicologo. E’ questo uno dei fattori importanti del lavoro del mister per recuperare il valore aggiunto che ne deriva nel suo gioco dall’impiego dei due attaccanti. Sarri, novello Patch Adams, dovrà ideare la terapia olistica adeguata per restituire loro il sorriso corredato da prestazioni consone alle loro indubbie qualità tecniche. Napoli aspetta di riabbracciare il Magnifico con le sue follie e invenzioni calcistiche e di godersi il sinistro “ignorante” di Manolo capace già di scardinare le difese di mezza Europa. Alla fine è solo una questione di testa….