EDITORIALE – Pepe Reina, La felicità, olio su tela, anno 2015

Oggi ci improvvisiamo critici d’arte, dalla letteratura passiamo all’arte figurativa. Certo, il sorriso enigmatico di una Monna Lisa, l’armonia di una Venere di Botticelli, l’espressività dell’Urlo di Munch sono pezzi da novanta, capaci di far emozionare e riflettere anche chi, da dilettante, si approccia a questo mondo che comunica grazie a sfumature, colori, disegni, espressioni. Però ritengo che in questo momento nessun quadro possa rendere felici i tifosi azzurri come questa foto caricata da Pepe Reina sul suo profilo Twitter oggi.

 

Trattasi di una foto, ma per chi sa leggere tra le righe è un quadro: il ritratto di una squadra che sa vincere e convincere, ma anche instaurare un legame profondo all’interno dello spogliatoio. Le espressioni buffe, la complicità, il saper scherzare rendono l’idea di un gruppo pronto non solo tatticamente e tecnicamente, ma anche caratterialmente. Un collettivo unito, non solo forte. Sappiate che non è una cosa scontata: spesso un calciatore difende i suoi compagni, ma per non creare altri malumori all’interno di uno spogliatoio già martoriato. Non è il caso del Napoli, e i personaggi raffigurati ne sono la chiara testimonianza.

 

Si, proprio i personaggi, perché non spesso dai loro volti è spuntato un sorriso: Marek Hamsik il capitano mai tramontato, nonostante le stagioni scorse non lo abbiano visto protagonista assoluto. Gonzalo Higuain, dalla beffa laziale che costò la Champions a punto imprescindibile dell’attacco azzurro. Josè Callejon, non una stagione facile per lui, ma tanto lavoro al servizio della squadra. Il sonnecchiante Allan, qualche critica per lui dopo le prime uscite, ma vero leone del centrocampo azzurro. I protagonisti di questo scatto hanno ritrovato vittorie, convinzione e spensieratezza, e tutto questo in gruppo. Una complicità che sta dando e continuerà a dare frutti sul rettangolo verde.

 

Non potevamo non rivolgere un’attenzione particolare al “capobanda”: Pepe Reina, lo “spagnolo napoletano”. In molti, tra addetti ai lavori e semplici tifosi, sono concordi su un punto: per poter fare il portiere devi avere un pizzico di follia, e di questa follia l’ex Liverpool ne ha tanta. Follia positiva, però: crederci sempre, essere un vero tifoso in campo, portare allegria e rinsaldare i legami all’interno del gruppo sono intenti che solo un “folle buono” può inseguire e portare a compimento.

 

Tutto questo sotto l’attenzione particolare di un “saggio”: Maurizio Sarri, non raffigurato nel quadro ma presente più che mai. Perché dietro il buon clima nello spogliatoio c’è anche il suo zampino. Lo zampino di chi ha saputo recuperare un gruppo con il morale ai minimi termini portandolo così in alto. Se Reina è il pittore possiamo definire Sarri il mecenate, colui che ha “commissionato” questa opera, questo capolavoro, il Napoli di questo anno. Vedere foto simili a due giorni da una sfida in Europa è sicuramente incoraggiante per i sostenitori azzurri, ma anche per il mister stesso. C’è del marcio in Danimarca? Vedremo, ma di sicuro non è nello spogliatoio azzurro”.

Articolo precedenteLa SSC Napoli aderisce alla campagna Uefa contro il razzismo, ecco chi sono i testimonial azzurri
Articolo successivoFIORI DI “PRIMAVERA” – Scopriamo Pio Schiavi, il talentuoso difensore azzurro