I guardiani della notte: una difesa che non fa sconti e che concede a Reina un lavoro part-time

L’exploit del nuovo Napoli targato Sarri non ha lasciato indifferenti i tifosi e gli spettatori in generale. C’è chi questa squadra la ama e chi la teme, chi sogna e chi rimane con i piedi per terra. Il magic moment azzurro ha portato in cima alla collina tutti, dal primo all’ultimo. C’è chi è abituato ad essere osannato dal popolo partenopeo, come Higuain, chi è diventato una stella a tutti gli effetti (Insigne) e chi da oggetto misterioso è diventato simbolo della rinascita (Jorginho). Si tratta solo dei casi più emblematici, ma in realtà in questo Napoli tutti sono protagonisti e ci si dovrebbe davvero dilungare troppo per elogiare i singoli.

In vittorie così nette, ovviamente, sono le varie bocche di fuoco a finire sulle prime pagine dei giornali. A pensarci bene, però, anche nella gestioni precedenti gli azzurri hanno sempre vantato un attacco di tutto rispetto. La differenza che ha consentito il passo in avanti in termini di crescita e di punti è una fase difensiva ai limiti della perfezione, da record! Certo le cose non erano iniziate nel migliore dei modi con sei gol subiti nelle prime tre gare di campionato. Gerarchie non ancora delineate ed automatismi non incamerati. Ma era mai possibile che i droni utilizzati da Sarri in allenamento fossero solo una novità suggestiva ma inefficace? Le risposte in merito le danno il tempo e il campo. Galantuomo il primo, bocca della verità il secondo.

Gli azzurri nelle ultime sei gare subiscono una sola rete, contro la Juventus. Milan, Lazio, Club Brugge, Legia Varsavia e Carpi sbattono contro il muro azzurro, senza sfondarlo. Prestazioni maiuscole per Koulibaly e Ghoulam, ma anche Albiol sembra essere ritornato in sé e con Hysaj a destra, Maggio può prendersela comoda. Davvero impressionante quanto insperata la crescita che questa giovane retroguardia ha manifestato da un momento all’altro. Vogliamo proprio trovare un difetto? Reina così passa in secondo piano, in quanto costretto ad intervenire poco (si scherza ovviamente). Anche il portiere spagnolo sarà fiero dei suoi nuovi “bodyguard”. D’altra parte, senza una difesa all’altezza, in alto è difficile arrivare.