EDITORIALE – Che orgoglio per i napoletani “espatriati” a Milano, gli azzurri regalano una serata speciale!

Con la gara disputata domenica, oltre la bella vittoria del Napoli in casa del Milan, si è verificata una situazione che va ben oltre la semplice partita di calcio. Allo stadio erano presenti 5000 tifosi azzurri, tanti dei quali abitano da anni nella città lombarda per lavoro o per studio, avendo così lasciato, a causa di forza maggiore, la loro terra natale per un futuro più sicuro lontano, quindi, dal calore della propria città.

Una vittoria che ha permesso di rivivere per alcune ore il sapore di casa (quattro babà sicuramente si fanno sentire…) e la sensazione che la Scala del calcio, il San Siro, si fosse trasformato improvvisamente nello stadio di Fuorigrotta, il San Paolo. Ad ogni gol si sono sentiti boati impressionanti e magari chi passava per caso in quella zona avrà pensato che a segno fossero andati i rossoneri.

Il Napoli, invece si è fatto sentire forte e chiaro, annichilendo non solo sul campo ma anche sugli spalti i mugugni rossoneri dopo la cocente sconfitta. A pochi minuti dalla fine, il solito amato coro de “O’ surdato ‘nnamurato” ha riempito il silenzio assordante di quello stadio, che pian piano, si stava svuotando per la delusione di chi sperava in tutt’altro risultato.

Insomma una soddisfazione che probabilmente non ha uguali, quando il pallone supera ogni confine grazie all’amore che ogni giorno, anche da km di distanza, dimostra questo popolo per la propria squadra e per i luoghi della loro nascita.

Festa grande a Milano, un pezzetto di azzurro è riuscito a trionfare in una notte buia in tutti i sensi, condita con la doppietta di Insigne, lo scugnizzo di Frattamaggiore che con la grinta, passione e determinazione mostrata domenica sera ha caratterizzato, indirettamente, lo spirito di tutti i napoletani. Onore, poi, ai tifosi avversari che hanno dedicato al numero 24 una standing ovation per la grande prestazioni svolta.

E questo lunedì sarà stato sicuramente differente dagli altri per i partenopei “espatriati” lì a nord, caratterizzato da un sorriso che oggi è l’emblema di questo Napoli formato Sarri.

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