Insigne alla Scala del calcio, il ragazzino alla ricerca della felicità

Diario di bordo: partenza per Milano, con l’entusiasmo di un giovinetto. Parlavamo di un Napoli senza paura, che non ha timore di guardare in faccia l’avversario. Viaggio di ritorno: esame superato, trenta e lode. Crederci sempre, fermarsi mai, anche quando tutto sembra ormai chiuso. Questo è il Napoli, questo è il ragazzino di cui parlavamo: Lorenzo Insigne.

 

Non c’è da stupirsi se il Napoli ha spinto molto sulla fascia sinistra. La partita di stasera ha visto la consacrazione totale di un campione capace di dare molto, sia tecnicamente che fisicamente, macinando chilometri, agendo tra le linee di una martoriata difesa milanista. Insigne è questo ragazzino, intraprendente, sfrontato, anche un po’ inesperto. Il giocatore che non ha paura di accentrarsi e di cercare la conclusione, che spesso viene ribattuta dalla difesa. Ma gli errori fanno crescere, il resto della partita ne è la chiara dimostrazione.

 

Finalmente, quel passaggio di Higuain. L’inserimento giusto di Lorenzo che, dopo tanta corsa, vede davanti a lui la strada dello 0-2. Il resto è solo un pallone che Diego Lopez può solo raccogliere nella sua porta. Neanche il tempo di esultare, perché Insigne si fa male. Un contrattempo, che però non gli rovina la festa, mostrando il cuore. Da chilometri macinati a centrocampo all’inserimento da attaccante puro, la freddezza giusta al momento giusto.

 

Lorenzo deve aver sognato molto il suo idolo Alex Del Piero. A Madrid qualche anno fa l’ex numero 10 bianconero segnò una rete su punizione, raccogliendo la standing ovation del pubblico di Madrid. Quel calcio di punizione è l’occasione perfetta, per mostrare che gli idoli possono essere inseguiti, cercando di prendere esempio da loro. Perché la nuova caratteristica di questo Napoli è proprio la velocità di apprendimento: questa è una squadra che sa ascoltare Sarri, sa ascoltare i propri sogni. E Insigne ne è la chiara dimostrazione: calcio di punizione, destro poco angolato, blanda risposta di Diego Lopez, doppietta. E’ il momento della festa, della gloria personale. Gloria di colui che non sempre ha avuto un rapporto positivo anche con la piazza, ma che in ogni partita sta dimostrando ancora più di meritare questa maglia.

 

Sostituzione, meritata standing ovation alla Scala del calcio. Una standing ovation a San Siro, che negli anni ha visto passare i più svariati campioni, è qualcosa di importante per un ragazzo che ha saputo soffrire, crescere, imparare, anche fare molti passi indietro. Hanno visto un ragazzino, in giro per Milano, cercava la strada per la felicità: l’ha trovata, il suo nome è Lorenzo Insigne.

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