EDITORIALE – Il conto con il passato è subito arrivato

Manca poco al ritorno del Napoli, dopo le due settimane di stop dovute alle nazionali, la Serie A finalmente apre di nuovo i battenti per la sua terza giornata di campionato. Ed è subito sfida tra le milanesi, le quali si affronteranno nel famoso derby della “Madonnina“, ma anche per gli azzurri sarà una partita dal sapore particolare.

Gli uomini di Sarri andranno ad Empoli per trovare la prima vittoria in campionato, lo stesso allenatore si troverà a fare i conti con il suo passato più recente, sfidando i suoi vecchi beniamini e la sua vecchia “casa” che lo ha consacrato nella massima serie. Tre anni intensi nella cittadina toscana, tre anni che lo hanno maturato, fatto conoscere e apprezzare finanche dalle società più importanti e dai personaggi di spicco del calcio nostrano. Lo stesso ha reso importanti altri due grandi ex d’eccezione: Hysay e Valdifiori che non mancheranno all’appuntamento, per ritrovare i vecchi amici e cercare di batterli affinché il nuovo percorso possa intraprendere una strada migliore.

È chiamato il “maestro” per la grande preparazione e gavetta fatta negli ultimi anni: intelligenza e sacrificio hanno portato i frutti sperati, anche se un po’ di nostalgia vedendo gli avversari tornerà nel cuore di Sarri, da sempre riconoscente a questo club. Purtroppo i sentimenti lasciano il tempo che trovano, ora è felice qui a Napoli, nonostante l’inizio non sia stato dei migliori, ma crede e vuole dare tutto per la maglia per cui da piccolino ha fatto ardentemente il tifo, lì al nord ove nessuno sopportava una squadra del sud.

Ne ha passate parecchie ed ora il presente si dovrà scontrare con il passato, in caso di vittoria si può facilmente immaginare che andrà sotto la curva dei suoi ex tifosi a ringraziare e salutarli. Da Maccarone ad Higuaìn, il passo è stato breve ma intenso, roba da sogni che non per tutti possono diventare realtà e forse ancora egli stesso non ci crede. Un mister da campo, da tuta e da “operai”: non ha mai nascosto la sua umiltà, anche al Napoli che negli ultimi anni si è imborghesito, ha deciso di non cambiare e di restare la persona di sempre, con un modo di fare talmente semplice che, per chi non lo conosce, difficilmente può immaginare che sia proprio lui l’allenatore.

Una metropoli con l’animo da provinciale, non nel senso negativo del termine, sia chiaro, ma è un binomio che qui ha funzionato molto bene anche negli anni trascorsi e che quindi potrebbe di nuovo far sorridere i tifosi, ultimamente lontani dalla squadra e questi colori. Una missione difficile ma non impossibile, come quella di non emozionarsi domenica (forse in quel caso sarà davvero dura non farlo).

Sarri e il conto con il passato che sta per tornare, uno sguardo indietro che è arrivato forse troppo presto.

Alla ricerca dei tre punti e di un ricordo, ormai, lascerà nei cassetti della sua memoria.

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