EDITORIALE – La Voce del Padrone

Il rientro di Aurelio De Laurentiis dagli Stati Uniti ha permesso a stampa e televisioni di riempire finalmente pagine e palinsesti con le molteplici interviste concesse dal patron azzurro.

Si è fatta sentire forte e chiara la “voce del padrone”. Aurelio De Laurentiis non ha lesinato carezze e stoccate per il suo staff. Dai calciatori al tecnico, nessuno è stato dimenticato dal patron azzurro che ha usato allo stesso tempo bastone e carota oltre a molteplici carezze per un gruppo che sta dando in questa prima fase della stagione tante soddisfazioni. Qualcuno ha storto il naso alle parole di De Laurentiis rimpiangendo in molti passaggi il suo silenzio di questi ultimi mesi. Il Presidente azzurro è, e molti lo dimenticano, un fine comunicatore e le sue parole non sono quasi mai a caso. A volte depistano, altre volte servono a togliere, come pensiamo, in questo frangente, la pressione a squadra e tecnico. La fase delicata della stagione deve ancora arrivare. Il Napoli e Napoli città stessa, sono esaltati dai risultati sportivi ma nulla ancora si è fatto e tanto c’è ancora da fare e quindi vale la pena non solo tenere i piedi per terra ma anche mettere in riga alcune situazioni che, anche ad arte, molte testate televisive e non, hanno spesso usato come elementi destabilizzanti per creare quella fiamma “scottante” che rendesse scoppiettante l’ambiente azzurro. Dal contratto di Sarri, a quello di Ghoulam e Reina, alla Nazionale, allo stadio, nulla è sfuggito al commento di De Laurentiis.

Le parole sul tecnico azzurro e sul suo contratto con clausola, sono state oggetto di interpretazioni molteplici degli organi di stampa ma la verità alla fine è e sarà sempre una. Sarri sta bene a Napoli e a De Laurentiis sta bene Sarri e gli accordi sono e saranno sempre bilaterali. Ma se il futuro riserverà strade diverse, nessuno si farà trovare impreparato. Il tecnico azzurro ha meritato fino ad oggi ogni euro percepito e adesso ha l’obiettivo più impegnativo che sarà quello di portare trofei in bacheca, oltre al bel gioco, perché è questo che, nella massima serenità, si attende un ambiente che stravede per il tecnico di Figline. Per “cose non di campo” c’è tempo e più volte Sarri ha ribadito che per lui vale solo quello che si fa “in campo”. C’è un contratto e come tale va rispettato in toto. Clausole incluse, per giunta bilaterali. Certo non averle sarebbe meglio…ma il tempo sarà galantuomo anche per questo aspetto.

Come sottolineato da De Laurentiis, Sarri è a capo di un gruppo che, come nel cinema, paragone sempre caro al Presidente, è ormai affiatato sulla scena e interpreta un canovaccio ben preciso e sempre in maniera impeccabile. Magari qualcuno un giorno fischierà perché non gradirà, ma fa parte dello spettacolo e bisognerà comunque continuare ad interpretare i ruoli assegnati con la massima professionalità. Da qui il passaggio sulla conferma collettiva del gruppo che adesso punta all’Oscar dopo gli applausi in sala. Quegli applausi che mancano ad una Nazionale che secondo il Presidente azzurra andrebbe plasmata intorno ad un tema tattico diverso. Parole non a caso visto che il 4-2-4 non esalta le caratteristiche di Lorenzo Insigne, gioiello indiscusso del team azzurro. Una velata polemica che certamente non sarà rimasta inascoltata da Ventura e il suo staff.

De Laurentiis ha ribadito ancora una volta di voler vincere ma di volerlo fare a modo suo ed ha chiesto “aiuto” anche alle altre in questo visto che ritiene la competitività il fattore più importante per scardinare l’egemonia bianconera. Di certo non solo l’aspetto “di campo” ha la sua valenza, ma anche quello “del campo”, il San Paolo in questo caso, sempre pomo della discordia con la giunta comunale. Peccato che se davvero il Napoli andrà lontano dal San Paolo e lo farà in un “catino” di soli 25mila posti, verranno in tanti privati di quel “panem et circences” che in una città come Napoli fa spesso dimenticare tanti problemi. Siamo certi sia anche questa l’ennesima provocazione del patron azzurro perché Napoli e i suoi tifosi meritano un “tempio” adeguato dove poter gioire, speriamo presto, per le vittorie importanti, quelle che riempiono le bacheche.