Oggi è il giorno di Massimiliano Allegri. Il neo tecnico azzurro interverrà in conferenza dal teatro San Carlo dalle 11:30. Ad accompagnarlo ci sarà il Presidente De Laurentiis, il ds Manna e il vice presidente Edoardo De Laurentiis.
11:40 – Inizio conferenza.
Prima domanda per Allegri – Napoli negli ultimi anni ha imparato a vincere e ora e cerca consacrazione in Europa. Cosa può portare lei? Parallelamente all’offerta azzurra ha avuto contatti anche con la Nazionale? Innanzitutto buongiorno a tutti. Devo dire che tutta questa presentazione è persino eccessiva per me, è la prima volta che mi capita e desidero ringraziare il presidente. Il Napoli, nei 17 anni della sua gestione, è rimasto fuori dalle competizioni europee soltanto una volta. Ha disputato dieci stagioni di Champions League e sei di Europa League. Inoltre, nelle ultime due stagioni ha conquistato lo Scudetto e la Supercoppa. Eredito quindi una squadra abituata a lavorare ad alti livelli.
Antonio Conte ha dimostrato il suo valore nel corso di tutta la carriera. Mi ritengo fortunato perché è già la seconda volta che mi capita di raccogliere la sua eredità: spero sia di buon auspicio. Del resto, avere anche un pizzico di fortuna nella vita è importante.
Sarà fondamentale lavorare con serietà e professionalità, costruendo fin da subito basi solide. Come ripeto spesso, è a marzo che si decidono le stagioni: arrivare a quel momento ancora in corsa per tutti gli obiettivi campionato, Champions League e Coppa Italia sarebbe molto importante.
Da domani inizieremo a lavorare. Per me è una splendida avventura, in una città straordinaria. Ho percepito immediatamente l’affetto della gente, Napoli è una città passionale e sono davvero molto felice di essere qui.
Per quanto riguarda la Federazione, non ho avuto alcun contatto. Ho parlato con il presidente e già alcuni anni fa ero stato vicino a questa opportunità. Sono felice di poter lavorare con lui e con tutto il Napoli”.
Negli ultimi anni c’è sempre la discussione giochisti e corto muso, che Napoli vedremo quest’anno? “l calcio è uno sport in cui tutto è opinabile: tutti ne parlano ed è proprio questa una delle ragioni che lo rendono lo sport più bello del mondo. Inoltre, è imprevedibile.
Per quanto riguarda i moduli e i sistemi di gioco, abbiamo a disposizione una rosa importante e di grande qualità, che negli ultimi anni ha ottenuto risultati prestigiosi. Il nostro compito sarà dare continuità al lavoro svolto finora.
Ho a disposizione calciatori in grado di adattarsi a diversi sistemi di gioco. Al di là degli aspetti tattici, però, ciò che conta davvero è affrontare la stagione con entusiasmo, spirito di sacrificio e la volontà di raggiungere gli obiettivi attraverso il lavoro quotidiano.
Come ho già detto, eredito una squadra che possiede queste qualità, e questo rappresenta un ottimo punto di partenza”.
Napoli può rappresentare un occasione di riscatto per lei? Ha già cominciato a fare valutazioni della rosa con il ds Manna? “Non la considero una rivincita. Ci sono stagioni che si concludono in un certo modo e, naturalmente, mi dispiace per come è terminata la scorsa annata.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con me al Milan: è stata una stagione intensa, vissuta con grande impegno.
Vincere o raggiungere gli obiettivi non è mai semplice. Per questo affrontiamo il nuovo campionato con la consapevolezza che nulla è scontato, nonostante i successi ottenuti negli ultimi anni. Da domani inizia una nuova stagione e dovremo conquistarci tutto attraverso il lavoro”.
Ci sono 4 giocatori da cui ripartire? Un parere su Lukaku e De Bruyne?
Ho imparato da un vecchio allenatore che, finché non si vedono e non si allenano i giocatori sul campo, è sempre difficile esprimere giudizi dall’esterno. È un insegnamento che mi porto dietro da tempo.
Da domani inizieremo a conoscerci meglio e a lavorare insieme: i valori umani e professionali saranno fondamentali. I giocatori impegnati con le rispettive nazionali raggiungeranno il gruppo il 5 agosto, mentre McTominay e Lang si aggregheranno prima. Intanto partiremo con i calciatori già a disposizione, ponendo fin da subito le basi del nostro lavoro”.
Le parole di Cardinale alla presentazione di Amorim le ha trovate una mancanza di rispetto nei sui confronti? “Non commento le parole della proprietà. Posso soltanto ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto nel corso dell’ultima stagione.
C’è certamente rammarico per il mancato raggiungimento dell’obiettivo, ma ormai quella pagina è stata voltata. Ora inizia una nuova annata, tutta da vivere, con tre competizioni da affrontare. Ripartiamo con grande entusiasmo e con la voglia di fare bene fin dal primo giorno”.
L’anno scorso lei voleva Hojlund nel suo Milan. Che attacco sarà quest’anno? Cosa si aspetta dal mercato? “Del mercato si occupa la società. Lavoriamo in piena sintonia e, una volta che avrò avuto modo di conoscere e allenare tutta la rosa, farò le mie valutazioni insieme al direttore sportivo e al presidente per capire dove e come poter migliorare la squadra.
La collaborazione tra tutte le componenti del club sarà fondamentale. Nel calcio di oggi la vera sfida è riuscire a essere competitivi senza perdere di vista la sostenibilità. Ritengo che questa sia già una squadra forte; poi, se ci sarà la necessità di intervenire, sarà il club a valutare le opportunità sul mercato.
Per quanto riguarda Hojlund, sono felice di poterlo allenare. L’anno scorso ci siamo soltanto sfiorati, mentre quest’anno è finalmente arrivato”.
Domanda a l’AD Chiavelli – Quale’ è il progetto di sviluppo del nuovo stadio? “Di recente abbiamo effettuato un sopralluogo nell’area interessata. È attualmente in corso un’importante attività di bonifica, giunta a uno stato di avanzamento pari a circa il 50%.
L’area presenta le caratteristiche idonee per la progettazione e la realizzazione di un nuovo stadio. Inoltre, abbiamo recentemente sottoscritto una lettera d’intenti con Q8 Italia, attraverso la quale entrambe le parti hanno confermato il reciproco interesse a portare avanti l’iter di fattibilità del nuovo impianto.
Disponiamo già di un progetto sviluppato per un’altra area, che può essere adattato e trasferito su questo sito. Per questo motivo possiamo affermare che il percorso progettuale è già in una fase avanzata”. ADL conclude: “Sarà uno stadio da 70mila posti e 120 Sky box”.
Mister cosa ha provato entrando qui? Giocherà con il triente? “Come ho già detto, con la rosa a disposizione ho la possibilità di utilizzare diversi sistemi di gioco. Certo, se avrò tanti esterni a disposizione, probabilmente giocheremo con gli esterni.
Per quanto riguarda l’emozione, è assolutamente normale. Siamo in un luogo speciale, il teatro più antico del mondo, inaugurato nel 1737, e trovarsi davanti a una platea di questo livello rende il momento ancora più significativo. Un po’ di emozione è inevitabile, ma sono molto contento. Ora, però, ciò che conta davvero è iniziare il lavoro nel modo migliore”.
L’obiettivo minimo immagino siano i Playoff di Champions, come è cambiata la competizione rispetto alle sue due finali? “È cambiata soprattutto la mentalità. Quest’anno torno dopo tre anni senza partecipare e, da quando è stato modificato il format, c’è stato fin da subito un periodo di adattamento.
Già nella prima stagione con il nuovo sistema si è visto che molte squadre favorite hanno ottenuto la qualificazione soltanto all’ultima giornata, mentre alcune sono rimaste fuori. Anche lo scorso anno le grandi squadre hanno affrontato la competizione in modo diverso, adattandosi alle nuove dinamiche.
La difficoltà degli avversari non è cambiata: prima potevi affrontare due grandi squadre, una di livello intermedio e una di fascia più bassa; questo aspetto rimane simile. La differenza è che, disputando otto partite, c’è maggiore possibilità di recuperare eventuali passi falsi”.
Per ADL – Il divario con le altre società estere può essere colmato? “Non c’è una vera differenza dal punto di vista calcistico, ma piuttosto un diverso approccio a livello legislativo da Paese a Paese. La grande differenza è rappresentata dal modello delle leghe americane, indipendentemente dallo sport considerato.
Noi continuiamo ad avere un calcio che non è gestito direttamente da chi ne dovrebbe essere protagonista, ovvero i club, ma da istituzioni che finiscono per trarre beneficio dal sistema creato anche grazie al lavoro delle società e delle leghe.
In Italia, così come in Inghilterra, esistono diversi club con grande storia, prestigio e interesse internazionale. Il problema principale resta però quello economico: anche in campionati che generano ricavi molto superiori ai nostri, in alcuni casi anche il triplo, molte società continuano a chiudere i bilanci in perdita. Questo dimostra che il modello attuale presenta diverse criticità.
A livello europeo, a mio avviso, i club sono ancora troppo vincolati alle decisioni di UEFA e FIFA. Chi beneficia maggiormente di questo sistema sono proprio queste istituzioni: basta osservare i loro bilanci per rendersi conto di una situazione che, per la sua complessità, risulta difficile da analizzare anche per professionisti del settore”.
Conte in presentazione parlò subito di numeri difensivi da migliorare, lei sa già dove mettere le mani per il suo gioco? “Lo ripeto, finché non avrò visto i giocatori e non inizieremo il ritiro a Dimaro, non posso esprimere valutazioni definitive.
I numeri, però, sono dati oggettivi e inconfutabili. Come ha sottolineato anche Antonio, bisogna guardare ai dati offensivi e difensivi, a quella che un tempo veniva chiamata semplicemente differenza reti. Oggi magari è un parametro meno utilizzato, ma resta un indicatore importante.
Più la differenza tra gol fatti e gol subiti è ampia, più diventa semplice raggiungere gli obiettivi. Al contrario, quando il margine si riduce , ad esempio segnando 60 gol e subendone 50, diventa molto più complicato arrivare tra le prime quattro o puntare alla vittoria del campionato”.
Lei sarà l’allenatore del centenario? Più emozione o responsabilità? “Affronteremo questa avventura con entusiasmo, senso di responsabilità ed emozione. Occasioni come questa capitano una sola volta e sono orgoglioso di poter essere io a sedere su questa panchina.
Tutti dovremo dare qualcosa in più, lavorando ogni giorno per arrivare alla fine della stagione , magari il 30 maggio — con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi prefissati e, perché no, di aver conquistato dei trofei.
Interviene De Laurentiis, sorridendo “Ti auguro la finale di Champions, visto che hai parlato del 30 maggio (ride)”.
La sua gestione dei portieri quale sarà? Sceglierà un titolare? “Il Napoli ha due ottimi portieri e questo è un aspetto molto importante. In una stagione da circa 60 partite, anche chi magari disputa 15 gare, pur essendo considerato il secondo portiere, può avere un ruolo decisivo perché ci sono partite che possono determinare una stagione.
Sicuramente ci saranno delle gerarchie e verranno individuati un primo e un secondo portiere. Sarà però qualcosa che valuterò durante il periodo dei ritiri, conoscendo meglio i giocatori e lavorando quotidianamente con loro”.
Domanda per il ds Manna – Vergara firmerà un contratto lungo? “Buongirono, Antonio in un momento di difficoltà ha dimostrato valori identitari importanti, formato dal Napoli, ha dato lustro alla nostra identità. Ha valori sani, un giocatore importante, ha sposato un progetto lungo e quest’anno proseguiamo, nulla di più di quanto già previsto, l’ha solo guadagnato sul campo”.
Lei ha sempre fatto tante rotazioni e lanciato diversi giovani. Lo farà anche al Napoli? “Quando si affrontano stagioni così impegnative, con tre competizioni da disputare, è normale che tutta la rosa debba essere pronta e avere la capacità di scendere in campo mantenendo un livello tecnico elevato.
Ci sarà bisogno di tutti i giocatori, perché durante l’anno arriveranno inevitabilmente momenti di difficoltà che dovremo essere bravi a gestire insieme”.
Il presidente ha detto che lei è un aziendalista, si rivede in questa affermazione? “Ringrazio il presidente per aver confermato questo aspetto. Sono anni che vengo definito in questo modo, per qualcuno può essere un termine negativo, mentre per me rappresenta un complimento.
Un allenatore ha il compito di valorizzare e gestire il patrimonio della società, che sono i giocatori, e allo stesso tempo deve portare risultati. Nel calcio moderno, come ha sottolineato anche il presidente, la vera sfida, soprattutto in Italia rispetto ad altri Paesi, è riuscire a essere competitivi mantenendo un equilibrio economico e una sostenibilità nel tempo.
Per fare questo è fondamentale che l’allenatore lavori in piena sintonia con la società, in una vera e propria simbiosi. Per questo motivo mi fa piacere essere considerato “aziendalista”.
Quale crede sia la collocazione più idonea per un giocatore come De Bruyne? “Fatemelo allenare e poi potrò valutarlo meglio. Finché non lo vedo lavorare sul campo è difficile esprimere giudizi definitivi. Sicuramente è un giocatore che sa giocare molto bene a calcio e questo rappresenta già un vantaggio importante. Poi vedremo quando arriverà”.
Interviene De Laurentiis “Te lo chiedono perché De Bruyne si lamentò di come veniva impiegato da Conte”.
Allegri risponde “Fino all’infortunio è stato un giocatore molto importante per il Napoli. Conte lo ha utilizzato nel modo più congeniale alle sue caratteristiche. Da fuori è sempre difficile giudicare, bisogna essere dentro le situazioni. Nella gara d’andata a Milano ha disputato un’ottima partita: è un calciatore straordinario”.
Quanto è importante per lei ritroverà un ds che conosce e un presidente presente? Ha notato il corsiero del sole tornato sulla maglia del Napoli? “Questo l’ho notato subito, ha detto sorridendo. Con il presidente ci conosciamo da molto tempo. Ricordo una volta, quando allenavo la Juventus, una telefonata arrivata a mezzanotte prima della sfida contro il Borussia. Tra l’altro quella era una serata particolare, perché mia mamma non stava bene… (dice commosso).
In quella telefonata mi chiese però di comprare un cavallo. Sono fortunato ad aver avuto la possibilità di incontrare persone con cui ho costruito rapporti importanti.
Con il direttore abbiamo già condiviso un percorso alla Juventus: conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti. Lui conosce soprattutto i miei e sono convinto che saprà aiutarmi nel lavoro quotidiano.
Per Edo De Laurentiis – La scelta di questa location è l’inizio di un qualcosa di memorabile tra città e squadra? “Sì, è sicuramente di grande auspicio. È un grande orgoglio poter presentare il mister in una location come questa, un teatro conosciuto in tutto il mondo, con il nostro Corsa del Sole a fare da cornice.
Ci auguriamo che possa iniziare un percorso importante e che sia una grande stagione, capace di regalare soddisfazioni ai nostri tifosi. Forza Napoli”.
Per ADL – C’è stato un momento, un anno in cui Allegri poteva già arrivare? “C’è sempre stato un momento in cui i contratti sembrano avere un valore relativo. Quando le motivazioni di una persona sotto contratto iniziano a diminuire, è normale porsi delle domande e pensare alla necessità di creare delle garanzie.
Per questo, in più occasioni, ho contattato Allegri, così come altri allenatori: è una dinamica normale e non riguarda soltanto il sottoscritto. Voi dei media, inoltre, contribuite spesso ad alimentare il mercato: già oggi mi avete fatto acquistare duecento calciatori» ha detto sorridendo. Siete dei grandi produttori di notizie, perché altrimenti bisogna riempire i palinsesti.
Avete visto, ad esempio, cosa è successo con la Rai? Si parlava di una possibile grande batosta per l’assenza dell’Italia ai Mondiali, invece non ho mai visto così tante persone collegate, anche in orari particolari. Questo dimostra quanto il calcio riesca sempre a coinvolgere il pubblico.
Sul rapporto umano con Allegri “Nei rapporti umani è fondamentale creare sintonia. Senza questo presupposto non può nemmeno iniziare una fattiva collaborazione, che rappresenta la base di ogni successo.
Nel cinema, ad esempio, ogni progetto è diverso: cambiano i tecnici, i registi e le persone coinvolte. Se non si riesce a creare un’intesa perfetta, diventa difficile raggiungere il risultato finale. Lo stesso vale in qualsiasi ambito lavorativo in cui esiste una progettualità.
Calcio e cinema hanno un elemento in comune: sono due industrie atipiche, perché il prodotto non può essere semplicemente replicato o serializzato.»
Sulla personalità del presidente, Allegri ha aggiunto: Ci saranno momenti di confronto, come accade in ogni famiglia. Potranno esserci idee diverse, discussioni o anche qualche divergenza, così magari i giornalisti saranno contenti, ha detto sorridendo. L’importante, però, è rimanere sempre in sintonia rispetto all’obiettivo finale, che è il bene del Napoli”.
Per il ds Manna – La sua idea è avere 3 attaccanti in rosa? “Avevamo Lukaku, l’attaccante protagonista dello Scudetto, con Simeone e Raspadori come giocatori in grado di ricoprire più ruoli. Sulla carta potevano bastare Lukaku e Lucca, ma poi è arrivato l’infortunio e si è presentata l’opportunità di prendere Rasmus, che ha giocato praticamente tutte le partite.
Inizialmente pensavamo che Lukaku potesse rientrare tra ottobre e novembre, ma il recupero è stato più lungo del previsto. Nel frattempo avevamo ancora Lucca e, a gennaio, credevamo di poter ritrovare Lukaku al 70-80% della condizione, cosa che purtroppo non è avvenuta”.
Termina la conferenza.





