De Bruyne a Crc: “Infortunio? Ora sto bene, trovo un’atmosfera più positiva. Fab Four? Ecco che ne penso. Città? Mi sto ambientando bene”

fonte foto: Radio Crc

Kevin De Bruyne, calciatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Radio Crc, emittente partner della società. Qui, il fuoriclasse belga ha parlato del suo ambientamento in azzurro, della sua stagione così come di alcune differenze tra la Serie A e la Premier League. Di seguito, le sue dichiarazioni integrali.

Ultimi risultati? Penso che abbiamo ottenuto molti punti. Ovviamente non abbiamo preso i tre punti contro il Parma. Ma sai, penso che ci siano differenze da quando sono tornato. Penso che all’inizio è stato un momento difficile, ma quando sono tornato ho trovato cose un po’ diverse, l’atmosfera sembra più positiva. Abbiamo preso punti e provato a competere, dobbiamo provare a vincere tante partite per qualificarci alla Champions League”. 

Come ti senti fisicamente dopo l’infortunio? Mi sento bene, sono tornato bene. Ho giocato alcune partite prima del previsto. Per me è stato davvero bello all’inizio della stagione. Ho giocato molte partite, ho avuto l’infortunio e sono tornato. Sento di star facendo bene e sono felice“.

La partita di Parma? Come cambia questo genere di match dalla Premier League alla Serie A? Penso che il campionato italiano sia molto diverso da quello inglese, ma devo dire che quando giocavo al City incrociavamo spesso squadre che si schieravano in blocco basso perché il modo in cui giocavamo era difficile da gestire per loro. Penso di essere abbastanza abituato a giocarvi contro, devi trovare il modo giusto per creare gli spazi. Col Parma non l’abbiamo fatto abbastanza, è un peccato ma a volte succede”. 

Hai giocato per dieci anni in Premier League, cosa ti ha portato a scegliere la Serie A e il Napoli? Ho preso la decisione di lasciare insieme al City, a volte devi anche capire quando si sta insieme da molto tempo che queste cose accadono. Avevo tante offerte da tutto il mondo, ma voglio ancora giocare ad alto livello e penso che il Napoli mi abbia dato la sfida al momento giusto, così da prendere la decisione naturalmente. C’è molto da considerare: soldi, famiglia,  e tutto il resto, ma alla fine questa è l’opzione che ho scelto”.

Quali sono le principali differenze tra Premier League e Serie A? In Inghilterra si punta più a giocare. Vedo che in Italia molte squadre giocano in modo simile fra di loro e ci si annulla a vicenda. In Inghilterra ci sono molte squadre che giocano in modo molto diversi, hai calciatori che vanno uomo su uomo che poi però giocano basso, giocano alto, con sistemi diversi. In Italia molti giocano con la difesa a 5, sistemi come il 5-4-1 o il 5-3-2. La più grande differenza direi che è il ritmo, ma lo è a causa dello stile di gioco”.

“Che tipo di gruppo hai trovato al Napoli? È un gruppo davvero buono. Ero sorpreso dalla qualità dei giocatori, penso che abbiamo molti buoni giocatori. Loro sono molto accoglienti. È molto diverso quando provieni da un gruppo che conosci perfettamente sia dentro che fuori, ma sento di essermi inserito molto bene nel gruppo. Mi hanno accolto e tutto è andato molto bene”.

Tu, Anguissa, Lobotka e McTominay siete chiamati i Fab Four. Com’è giocare con loro? È bello, ma non mi interessano i nomi. Sento che a volte intorno c’è troppo rumore. Quando giocavo al City giocavo anche con i migliori giocatori al mondo. Tutti possono giocare insieme, è solo una questione di adattamento ai ragazzi con cui giochi al momento. Giochiamo bene, ma c’è molta qualità tra tutti e quattro. Loro hanno fatto molto bene in passato e stanno facendo bene, mi aiutano a migliorare”.

Chi è il migliore tra i quattro? Non importa, ogni volta che farai questa domanda tutti diranno sé stessi”.

Oltre 250 assist in carriera, come hai implementato questa abilità in carriera? Non mi sono mai davvero allenato su questo. Penso che sia qualcosa che ovviamente è nel mio stile, ma cerco di adattarmi ai giocatori che giocano con me perché mi sento come se cercassi di mettere i miei compagni di squadra nella posizione giusta e nelle giuste circostanze, in modo che possano performare bene. Ognuno è diverso, sai se giochi con le ali o senza, cerchi di trovare le situazioni giuste, leggerli e poi cercare di eseguire al meglio possibile”.

Che ne pensi dei tifosi del Napoli e del loro supporto? È importante, è bello avere un tifoso che sostiene la squadra. Penso che la gente sa che sono venuto qui per lavorare sodo e al meglio delle mie capacità e funziona insieme se performiamo bene, ci loderanno e ci sosterranno. Ma lo senti in città, sai che c’è una sola squadra a Napoli. A Manchester, dove ce ne sono due, è diverso. Ci stanno sostenendo bene e noi cercheremo di farli emozionare”.

La città? Mi sto ambientando bene. Vivo un po’ fuori città, l’unica cosa difficile per me è arrivarci. Cerco anche di trovare il mio spazio perché sono quel tipo di persona, ma ho anche tre figli. Loro fanno tante cose diverse e nel seguirli sono abbastanza occupato. A volte vado in città e vedo un po’ quel che offre. Cerco di andare un po’ a vederla e godermela, perché hai bisogno anche di questo nella vita”.

Come va con l’italiano? Penso di capirlo abbastanza, ma è un po’ difficile da parlare. Ad esempio, i verbi che cambiano quando parlo con la gente. Ci provo, ma non è abbastanza buono per fare interviste come questa. Ma quando le persone parlano tra di loro posso capire le frasi perché parlo bene il francese così come altre lingue. Napoletano? So che alcune persone lo imparano, ma imparerò prima l’italiano e poi il napoletano”.

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