Domenica amara per i colori azzurri. Ancora una sconfitta in trasferta e un’altra gara di sofferenza.
Le attenuanti ci sono tutte, ma Conte sbaglia le poche scelte a disposizione.
Alla vigilia piove sul bagnato, con Juan Jesus che si ferma – difficile il suo recupero per la Supercoppa – impedendo all’allenatore una rotazione utile per far rifiatare uno dei tre centrali di difesa.
Il mister non attinge, in partenza, a quello che resta in panchina e, visto il responso del campo, la scelta si rivela poco felice.
Vergara, se non gioca contro l’Udinese dal primo minuto, quando lo farà mai? Il risultato è un Elmas, già a disagio nel ruolo di play, sopraffatto dalla gamba e dalla superiorità numerica dei friulani, e un McTominay stoico ma disinnescato dalle troppe fatiche accumulate e dai numerosi colpi subiti.
Anche in attacco si poteva fare meglio: Politano dall’inizio con Neres solo nel finale avrebbe almeno garantito minuti di riposo al brasiliano in vista del Milan, tenuto conto che, insieme a Lang, dopo tanta panchina è stato chiamato nelle ultime settimane a un vero superlavoro.
Oggi, dopo un primo tempo soporifero, abbiamo fatto sembrare grandi Zanoli e Zaniolo, rendendo temibile una squadra notevole solo dal punto di vista fisico.
Intanto arrivano a quattro le sconfitte in campionato: troppe per chi vuole arrivare fino in fondo a contendere il primo posto alle milanesi.
I padroni di casa, a inizio ripresa, capiscono che il Napoli di questo periodo è poca cosa e pigiano il piede sull’acceleratore: ben tre reti, con le prime due annullate – una per fuorigioco millimetrico, l’altra per un pestone subito da Lobotka quando si era già liberato, malamente, del pallone – e la terza che nasce dal jolly pescato da Ekkelenkamp, con la complicità di Di Lorenzo che non rinvia, Rrhamani che non contrasta l’avversario, e di Milinković-Savić, troppo fuori dai pali anche per un tiro parabile.
Che la situazione non sia allegra lo testimonia l’assoluta inoperatività del portiere di casa: gli azzurri di Conte tirano verso la porta avversaria per la prima volta solo al 93’ con Lucca (palo sfiorato) e la seconda praticamente a tempo scaduto con un deludente Politano, che avrebbe potuto fare meglio su quel pallone appena dentro l’area.
A stretto giro ci aspetta la Supercoppa da provare a vincere. I lungodegenti rischiano di tornare troppo tardi, e Conte e i suoi uomini hanno l’obbligo di restare agganciati al treno giusto in campionato e di superare la prima fase di Champions.






