Dopo la netta sconfitta di Lisbona, il Napoli perde nuovamente – e con una prestazione assai modesta – anche a Udine. Complice l’incredibile sequenza di infortuni, la squadra non riesce più a tenere il passo sui due fronti.
Il percorso in Champions League appare ormai ampiamente compromesso: due vittorie – tutt’altro che scontate, a Copenaghen e in casa contro il Chelsea – negli ultimi turni potrebbero non bastare. In campionato, quello che sembra rappresentare agli occhi di Conte l’unico obiettivo realmente alla portata, si sono invece accumulate quattro sconfitte.
L’allenatore azzurro ha lasciato più di un dubbio nella conferenza post Benfica, affermando di non aver avuto il tempo necessario per preparare al meglio la gara. Un’ammissione che certifica come sia ancora lontana una condizione di crescita tale da consentire al Napoli di recitare un ruolo importante anche fuori dai confini nazionali.
I troppi guai fisici, peraltro tutti concentrati su giocatori chiave, da soli non bastano a giustificare lo stato delle cose.
La sensazione è che Conte sia il primo a non credere realmente nel doppio impegno e nelle potenzialità europee della squadra.
Intanto la Società non può permettersi di rinunciare agli introiti della Champions: tornare a partecipare il prossimo anno al massimo torneo continentale è tassativo e, in un’ottica di ranking e incassi, raggiungere almeno i quarti di finale dovrebbe rappresentare l’obiettivo minimo.
