Vergara: “Che emozione l’esordio con il Napoli! Ho un ottimo legame con Lucca e Buongiorno, dai centrocampisti posso solo imparare”

Antonio Vergara, centrocampista del Napoli, è stato intervistato da Radio Crc, emittente partner della società. In questa, il calciatore ha parlato del suo esordio in azzurro, del suo percorso con il settore giovanile oltre che del rapporto con Antonio Conte ed i compagni di squadra. Di seguito, le sue dichiarazioni integrali.

“Che emozione è stata per te l’esordio? Un’emozione enorme per un ragazzo qualsiasi che nasce in questa città. Soprattutto, farlo al Mapei dove ho giocato per due anni. Mi sono rotto un crociato in quello stadio, per me è una soddisfazione ancora più grande, significa che si può ripartire da dove si è caduti”.

“C’è un gol o un ricordo che porti nel cuore degli anni del settore giovanile? Sì, era un Napoli-Fiorentina 3-2 dove presi un rigore. Poi la salvezza con la Primavera che fu miracolosa”.

“Come è cresciuto calcisticamente Vergara? Da bambino ho avuto difficoltà perché ero minuto e non giocavo quasi mai. Tante volte ho pensato di smettere. Ora sono felice di avercela fatta, con le virgolette. Ai ragazzi dico di non mollare mai, anche quando non ci credi più trova quel qualcosa in te per dire di volerlo fare”.

“Come si è evoluto il tuo rapporto con i compagni di squadra? Alcuni già li conoscevo perché feci dei ritiri con loro. Con i nuovi benissimo, mi sono molto legato con Lucca e Buongiorno. Il rapporto si è evoluto benissimo”.

“Quanto è importante per te la fiducia di Conte? Per me è inaspettato. Conte è un vincente, vedere il suo modo di fare e vivere per me è un’esperienza assurda”.

“Cosa pensi di poter imparare dai centrocampisti del Napoli? Di tutto, c’è De Bruyne, Anguissa, Lobotka e McTominay. Sto facendo scuola da loro, guardo e imparo”.

“Alla Reggiana hai giocato più avanzato, è una cosa che ti piace? A me piace giocare davanti, ma in mezzo al campo e avere libertà di andare a destra e sinistra. Non apprezzo stare con i piedi sulla linea, ma ci accontentiamo, anche in porta volendo”.

“Due vittorie a inizio campionato, come avete approcciato? Era importante ricominciare da come si è finito, specie quando vinci lo scudetto devi poi dimostrare di poterlo portare. Così stiamo facendo”.

“Cosa significa per te avere questa maglia cucita addosso? Ormai è una seconda pelle, stare con questi colori per me è casa”.

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