E’ Alessandro Buongiorno il protagonista del nuovo episodio della serie Drive&Talk pubblicato oggi sui profili social della SSC Napoli. Ecco le parole dell’ex difensore centrale del Torino. “La prima volta che andai a fare uno dei miei primi allenamenti, io arrivai e l’allenatore che c’era mi salutò e mi chiese come mi chiamo di cognome, e io gli dissi Buongiorno, e lui mi disse: “Si ho capito, buongiorno anche a te, ma come ti chiami?”. “Buongiorno.” Questa cosa qui è andata avanti per 5-10 minuti, e quindi è stato uno dei miei primi traumi infantili riguardo il mio cognome. A parte questo, si ormai sono abituatissimo al fatto di scherzare e giocare con il mio cognome. Io ho finito il liceo, dove appunto è stato parecchio faticoso, parecchio stressante per me. Decido di prendermi un anno sabbatico, sono andato a giocare in prestito, decido di prendermi un anno di riposo e quindi in quell’anno lì non mi iscrivo a nessun Università, non studio, non faccio nulla. Io avevo già l’idea di farlo, poi, appunto durante quest’anno qui mi sono accorto in realtà che il pomeriggio magari lo impiegavo male, mi sembrava di buttare una parte del tempo che avevo e quindi per questo motivo qua, per il fatto che poi in realtà mi piace quello che studio, ho deciso di iscrivermi all’Università. Ovviamente doveva essere online perché per noi sarebbe impossibile andare in presenza: e quindi mi sono iscritto all’Università online, appunto economia e devo dire che queste scuole, queste Università Telematiche ti aiutano molto perché i loro corsi sono tutti online, quindi tu puoi vedere i video, andare avanti e tornare indietro, hai le dispense a disposizione dove poter studiare, quindi sono molto comode. Quindi sostanzialmente, quando ci alleniamo il mattino, io cerco di ritagliarmi del tempo per studiare il pomeriggio oppure viceversa. E poi all’inizio gli esami erano in presenza, quindi tu studiavi tutto online e poi dovevi iscriverti all’esame che era in presenza, che però era molto più difficile perché molte volte, avendo programmi giornalieri degli allenamenti, non puoi organizzarti per tempo avanti e quindi era molto più difficile. Poi, sfortunatamente, ci è stato il Covid, fortunatamente per quanto riguarda quest’aspetto scolastico qui, perché poi gli esami sono diventati anche online e quindi adesso si può decidere se farli online oppure in presenza. E quindi questa cosa qui è molto più comoda per me, perché riesco a gestirmela molto meglio e posso farlo se sono a casa, se sono in ritiro, mi è capitato qualche volta di fare degli esami mentre ero in ritiro prepartita. E poi una volta mi è successo a casa che mia sorella non sapeva che dovevo fare questo esame, forse le avevo mandato un messaggio sul telefono, però lei aveva disattivato la connessione dati e quindi io mi chiudo apposta in camera e inizio a fare l’esame. A un certo punto vedo lei che cerca di aprire la porta, però trova la porta chiusa ovviamente, quindi la sento che inizia a chiamarmi e a bussare perché si è preoccupata giustamente, io non rispondevo. Poi dopo un pò, per fortuna, ha smesso quindi mi è andata bene. Sono in ottima compagnia al Napoli, c’è Alex, c’è il Cholito, anche Raspa è venuto qualche volta a trovarmi. Quando possiamo ci divertiamo, andiamo a fare Escape Room, oppure giochi da tavolo magari investigativi o di logica, di ragionamento, ci piacciono un sacco. Tra l’altro, c’è anche un’altra cosa che abbiamo in comune con il Cholito perché ci piace un sacco la Marvel, Alex un pò di meno. Siamo andati già a vedere un film qualche mese fa con il Cholito e adesso stiamo aspettando i nuovi che escono, però insomma quando vediamo che escono dei nuovi teaser o trailer ce li inviamo tra di noi. Gioco a scacchi, Play Station con gli amici, però quello è più un modo per stare in contatto con loro: dipende un pò dai giorni. E’ un modo in più per sentirli oltre a fare le videochiamate. Adesso sto aspettando che arrivi il caldo per andare un pò al mare perché mi rilassa un sacco in generale anche passeggiare magari al sole è una roba che mi dà serenità. Poi trovo veramente incredibile che, anche in inverno, il mare ti dia serenità assurda, non so c’è qualcosa in più, tipo l’odore. Leggo ogni tanto libri fantasy o autobiografie, insomma cerco di passare un pò il tempo in questa maniera qua. Ho visto i film di Harry Potter, ma ancora devo leggere i libri. Adesso ne sto leggendo uno che è fantasy, è una serie di libri/romanzi che si chiama I Bastardi Galantuomini, dove il protagonista è questo Locke Lamora insieme a dei suoi amici che sostanzialmente effettua degli inganni. Lavora in una banda di ragazzini che fanno inganni, rubano denaro e poi si trovano invischiati in situazioni che sono più grandi di loro e che devono affrontare. Però come tipo di fantasy è molto leggero, non ci sono draghi, ci sono maghi però non a livelli troppo estremi. Ogni giorno che passa io mi trovo sempre meglio a Napoli, il clima, il cibo, il mare, sto conoscendo tante persone tutte veramente di cuore, stradisponibili. Del cibo non ne parliamo perché faccio una fatica immensa a cercare di evitare di mangiarlo, e poi il mare anche ovviamente come dicevo prima è quel qualcosa in più che è veramente bello se ce l’hai. Alla mia famiglia piace molto Napoli, mio papà ha origini campane, perché mia nonna è di Cardito e mio nonno è di un paese in provincia di Avellino. Quindi già tanti anni fa noi venivamo per qualche giorno, una o due settimane a trovare i parenti. Quando passavamo da Napoli ero proprio piccolino, se no stavamo appunto nell’altro paesino di mio nonno. Poi quando magari io vado a fare allenamento, loro vengono a trovarmi e fanno magari giri in centro, passeggiate, queste cose qui. Per ora sono riuscito a visitare poco, però si ci sono indubbiamente delle cose che vorrei visitare: in primis Il Cristo Velato sicuramente, vorrei fare la Napoli Sotterranea, poi i vari castelli, mi piacciono queste cose qui. Quindi, appena avrò la possibilità, vorrei andare a vederli perché, appunto, mi interessano molto. Dal punto di vista turistico invece sono andato su Capri: anche lì però sono riuscito a vedere solo quella, quindi dovrò poi vedere tutte le altre isole, la costiera e tutti quanti quei posti che sono top. Mi sveglio una mezz’oretta prima di uscire, poi fortunatamente la colazione la facciamo direttamente al campo, quindi mi lavo, mi vesto e scendo con abbastanza calma in realtà perché faccio tutto abbastanza velocemente. I vestiti me li preparo il giorno prima, su una poltroncina nella mia camera, mi metto dei vestiti che poi utilizzerò. Ho iniziato a far così e mi sono trovato bene, è comodo, anche perché io faccio molta più fatica la mattina che la sera. Quindi, visto che posso fare così, almeno non ci devo pensare, sto più tranquillo. Ovviamente se c’è qualcosa da pulire, qualcosa da togliere lo faccio senza problemi. L’armadio esiste, l’unica poltrona impegnata è quella che riempio la sera prima per la mattina, però in generale penso di essere abbastanza ordinato. Poi ovviamente qualche volta rimangono delle cose in giro, però c’è questa tecnica incredibile: quando tu devi portare una cosa da una stanza a un’altra, io aspetto il momento in cui devo andare in quella stanza, non vado appositamente. Ad un certo punto mi si scarica il telefono, devo andare a prendere il caricatore in camera, quindi la cosa che devo portare la porto e prendo il caricatore. Così risparmi delle energie. Il tuo obiettivo principale te lo sei dimenticato, però hai quell’obiettivo secondario del dover portare magari qualcosa e poi magari ti torna in mente, oppure no e devi tornare una seconda volta. In macchina ascolto musica, magari qualche chiamata degli amici, però la maggior parte delle volte musica. Quando vado la mattina sento più musica, al ritorno invece faccio più chiamate, più telefonate. Arrivo al campo, subito colazione: c’è lo chef, io vado a salutare a tutti nella sala, chiedo allo chef se mi cucina quello che vorrei mangiare e poi, mentre lui lo sta facendo, vado a cambiarmi, così anche lì risparmio il tempo. Poi torno indietro e la colazione è appena pronta, quindi poi mangio. Dopodiché vado in palestra, faccio i miei esercizi che faccio di solito prima dell’allenamento e poi c’è il video con il mister, l’allenamento e tutto quanto. Anche quando sono sul pullman, andando allo stadio per una partita ascolto la musica: attivo la cancellazione del rumore per non sentire attorno, per isolarmi e ascolto musica reggaeton, pop, rap, un pò queste cose qui per caricarmi un pochino. Nello spogliatoio, prima di entrare in campo, non ho riti particolari. Ovviamente sono concentrato sulla partita, concentrato su quello che devo fare. Negli anni precedenti davo uno sguardo nuovamente ai video degli attaccanti che dovevo marcare. Do uno sguardo di nuovo alle palle inattive, non solo i miei posizionamenti ma cerco anche di ricordarmi quelli dei compagni per aiutarli nell’eventualità in cui non si ricordino, o nell’eventualità in cui si mettano nelle posizioni sbagliate e cerco di focalizzarmi su questo. Poi, ovviamente, vado a dare il cinque a tutti i compagni, poi io passo anche dai fisioterapisti, dai medici, dai magazzinieri, tutti quanti insomma. Poi è questione di concentrazione, di essere focalizzati. Quello che faccio, quello che dico e quello che penso dipende molto dal risultato: diciamo che io me la prendo molto con comodo dopo la partita, anche all’allenamento perché magari faccio degli esercizi, le terapie e quindi sono sempre uno degli ultimi a uscire. Uguale in partita: quando giochiamo, allo stadio sono sempre poi uno degli ultimi a uscire. Ovviamente se la partita è andata male non parlo tanto, ripenso un pochino a quelli che magari sono stati gli errori, le robe che si potevano fare meglio, poi è importante analizzare quegli errori lì con il mister dopo uno o due giorni. Se invece è andata bene, sono contento, parlo con tutti, magari vedo dei miei amici perché ho conosciuto anche dei ragazzi qui di Napoli. Oppure chiamo i miei, sento mia sorella, quindi mood completamente diverso. Oggi spero non sia troppo faticoso l’allenamento, perché ieri il mister ci ha fatto correre abbastanza, abbiamo fatto parecchio. Anche se ogni volta che spero e penso questa cosa qui poi non si rivela vera, quindi siamo di fronte a tutto: correre, faticare, sudare“.
