Simone Scuffet, portiere del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Radio Crc, emittente ufficiale del club partenopeo. Si è parlato a proposito del suo inserimento nel gruppo partenopeo, oltre che della sua longeva amiciza con Alex Meret e non solo. Di seguito, le sue dichiarazioni.
“Quali valori hai riscontrato in questo gruppo? È un gruppo unito e che, nonostante i buoni risultati, è rimasto umile e con voglia di lavorare e migliorarsi perché il cammino è ancora lungo. Sono valori importanti, penso che chi è arrivato adesso deve mettersi sulla stessa linea e portare questi valori fino alla fine”.
“Atalanta-Napoli, che effetto ti ha fatto l’accoglienza a Capodichino? Ci ha dato molta carica, sia il prima che il dopo. Il cammino è lungo, quindi dobbiamo essere carichi e continuare a far bene per noi e per la gente che ci è stata vicina”.
“Quanto è stato determinante studiare i principi dell’Atalanta in allenamento? Il lavoro settimanale è sempre importante. Ovviamente c’è anche l’importanza di saper riconoscere in campo le cose che non sei riuscito a preparare o che l’avversario cambia. Ma prepararsi su cosa l’avversario può preparare e le varie contromosse, ti fa arrivare più convinto di far male”.
“Quali aspetti ti porti maggiormente dietro della tua formazione ad Udine? La voglia di migliorarsi e di non mollare mai. Il carattere del friulano è quello di un lavoratore e di una persona che vuole sempre migliorarsi giorno dopo giorno”.
“Che cosa ti hanno dato le tue esperienze all’estero? Bisogna avere la libertà di prendere decisioni che possono essere complicate. Mi hanno insegnato ad adattarsi a cosa succede, a come le situazioni cambiano, ad un calcio diverso. Soprattutto, in Cipro e Romania sono stato in squadre con grandi ambizioni, seppur in un campionato di livello inferiore rispetto alla Serie A. Ma con squadre che volevano raggiungere degli obiettivi, anche a livello internazionale”.
“Hai degli aneddoti su questi campionati? Per me è stata un’esperienza all’Apoel, perché è la squadra principale di Cipro. Avverti la responsabilità di essere in una squadra forte, seppur in un campionato inferiore. Però, con l’ambizione di voler giungere nelle coppe europee e di andare avanti”.
“Quanto coraggio ci vuole a fare il portiere? È un ruolo particolare, dove spesso le parate vengono date per scontate, mentre l’errore poi risalta. Bisogna poi lasciarci alle spalle sia le parate che gli errori, e mantenere un grande equilibrio. I giudizi sul nostro ruolo sono più severi perché gli errori possono decidere in negativo le partite”.
“Come si lavora alla costruzione dal basso? L’errore del portiere può essere decisivo come dicevo, quindi anche nella costruzione dal basso un passaggio sbagliato incide più di quello di un centrocampista o di attaccante. Quindi anche in fase di costruzione dobbiamo saper riconoscere quando dare una mano ai compagni o quando bisogna comportarsi diversamente. Serve saper leggere il momento della partita e la posizione dei compagni per poi correre meno rischi”.
“Che tappa è per te Napoli? È una tappa nuova in cui mi confronto in una società con ambizioni importanti. Posso lavorare in un gruppo forte e di grandi calciatori, quindi ogni giorno posso far tesoro di qualcosa che in carriera può tornare utile”.
“Il rapporto con Meret? Siamo uniti dall’amicizia, poi in carriera ognuno guarda a sé stesso, seppur l’amicizia è saper essere contenti dei traguardi raggiunti dagli altri. Anche quando siamo stati in squadre diverse, vedere una buona prestazione mi ha sempre fatto contento, e così lui. Ora che siamo compagni ancor di più, perché una sua parata può portare un risultato di squadra che può essere utile a tutti, come quella su De Ketelaere. Sono contento il doppio sia perché è un mio amico, sia perché ci ha dato una mano ad ottenere un risultato importantissimo”.
“Napoli-Juventus? È una partita importantissima e molto sentita, va preparata in ogni dettaglio. Sarà una partita difficile, la Juventus riesce sempre a tirar fuori qualcosa, nonostante i tanti pareggi. Magari ci si aspettava qualche vittoria in più, ma sono una squadra che non perde quasi mai. Quindi, significa che sanno sempre tirar fuori qualcosa e che non mollano mai”.
