PAGELLE MN – Koulibaly monumentale, Lobotka spaesato: il Napoli fatica ma convince

Termina con un siderale zero ad uno l’altalenante gara tra Real Sociedad e Napoli, valevole per la seconda giornata del girone F di Europa League.
Gli azzurri si presentano a San Sebastiàn con diverse novità in campo ma, soprattutto, con la voglia di riscattare la brutta sconfitta della settimana scorsa contro l’Az.
Gara intricata, a tratti noiosa, bloccata tatticamente e non brillante fisicamente che – dopo una serie di tentativi sfortunati – si indirizza sui binari partenopei.
Di seguito, le pagelle di MondoNapoli.it:

Ospina 6,5 – Il primo tempo soporifero ha sostanzialmente inciso sulla prestazione del colombiano che, più dei guantoni, nella prima frazione ha preferito sporcarsi gli scarpini con continui lanci lunghi a cercare Petagna.
Nel secondo tempo, dopo le prime avvisaglie dei padroni di casa, arriva l’unica conclusione che realmente lo impensierisce: un bel destro di prima intenzione, scagliato da Portu a distanza ravvicinata, lo obbliga ad un volo plastico e salvifico.

Hysaj 6 – Schierato nuovamente a destra, l’albanese si trova a fronteggiare i repentini cambi di direzione di Oyarzabal e ne esce quasi sempre vittorioso. Qualche difficoltà in più, per lui, quando si trova a svariare da quelle parti David Silva.
Risponde bene agli inviti alla sovrapposizione che il suo avanzato Politano gli propone di continuo.

Maksimovic 6 – Partita ordinata, quella del serbo che sostituisce Manolas per collaborare con Koulibaly. Riesce sempre a recuperare le seconde palle in area e raramente si lascia anticipare nello stacco aereo. Provvidenziale in due occasioni dove prontezza fisica e lettura tattica gli hanno fatto intercettare palloni potenzialmente velenosi.

Koulibaly 7,5 – Non sembra avvertire stanchezza, il senegalese che sulla carta fa il difensore centrale ma nella sostanza spazia su tutto il rettangolo verde, a suo piacimento.
Impeccabile in fase difensiva, ha mostrato subito i muscoli agli incursori spagnoli che ingenuamente ingaggiavano l’uno contro uno.
Presente in ogni duello aereo, non si preoccupa della durezza dei contrasti in area e trova la forza anche per due galoppate palla al piede nella metà campo avversaria.

Mario Rui 6 – Spalleggiato dalla prova ineccepibile dei suoi centrali, è chiamato ad occuparsi del pericoloso David Silva. Tentenna, talvolta, quando lo spagnolo lo sfida al duello ma riesce quasi sempre a proteggere l’interno.
Sfortunato all’undicesimo quando per un soffio non insacca uno scavino delizioso,
ottima la sua prestazione in fase di possesso, avendo sfruttato a più riprese il suo morbido mancino per cercare in profondità il mobile Petagna.

Demme 5,5 – Paradossalmente soffre il centrocampo a tre, ha evidenti difficoltà nel chiamarsi palla. Complice anche la prima vera esperienza con Bakayoko al suo fianco, il Diego della mediana azzurra non riesce ad esprimere nè il suo bagaglio tecnico, nè la sua saggezza tattica. Bloccato in mediana accanto a Bakayoko, si preoccupa più di proteggere che di supportare la manovra offensiva.
Cresce la sua prestazione con l’ingresso di Mertens.

Bakayoko 5,5 – Dato per molti in panchina considerando la botta subita domenica a Benevento, l’ex Chelsea fatica ad esprimersi in questa angusta gara internazionale. Spesso in ritardo sulle seconde palle, non aiuta il Napoli in fase di interdizione.

Lobotka 5 – Sicuramente da dimenticare la gara dello slovacco. Formalmente terzo di centrocampo, nella sostanza va a giocare più vicino alle punte che ai suoi difensori.
Avrebbe dovuto ricoprire la posizione che è di Mertens ma il passo evidentemente più pesante e la scarsa propensione ad offendere hanno palesemente messo in difficoltà il numero 68 azzurro. Lo ‘scollo’ tra attacco e centrocampo partenopeo, poi, ha offuscato ulteriormente la prestazione dello slovacco.

Insigne 6 – Al ritorno dall’infortunio si era preso la scena al Vigorito, stordendo il Benevento e portando al Napoli pareggio e fantasia. Quella di oggi sarebbe stata la partita della conferma, la sublimazione del suo estro che al minuto sette lo porta ad accarezzare un goal che avrebbe avuto del memorabile, sintesi perfetta dell’essere Insigne.
Poi lo scatto a centrocampo, la smorfia di dolore, il buio totale.

Politano 6,5 – Riesce ad esprimere con discreta frequenza le sue indubbie doti tecniche, che lo portano ad impensierire ripetutamente Monreal su quel lato.
Cambi di passo improvvisi, finte a rientrare e sovrapposizioni con Hysaj su quel lato gli valgono un posto sul podio di questo match.
Suo il goal ‘alla Politano’ (con deviazione) che regala agli azzurri i primi tre punti nel girone: controllo al limite e conclusione velenosa di mancino.
Se fino a qualche mese fa lamentava la sua scarsa percentuale realizzativa, adesso sembra prenderci il vizio..

Petagna 6,5 – Nei primi minuti spiega subito – a chi non lo avesse ancora capito – il motivo per cui la dirigenza azzurra lo ha portato a Napoli. Si industria, viene in contro alla palla, galleggia tra le linee e contrasta senza remore. All’undicesimo minuto serve un filtrante a dir poco brillante per Mario Rui che per un soffio non insacca.
Alla lunga subisce l’aggressione alta della difesa di casa.

Lozano 7 – Entra ‘per sbaglio’ dopo soli 22 minuti per sostituire lo sfortunato Insigne. Occupa la posizione del 24 azzurro e fa capire al mister che a sinistra riesce ad esprimersi decisamente meglio.
Taglia il campo in lungo ed in largo, mette continuamente in difficoltà la difesa basca che spesso è costretta al raddoppio, aprendo varchi per Petagna al centro o Rui sulla sovrapposizione.
Riesce, finalmente e con decisione, a coprire egregiamente la sua fascia in fase di non possesso: “E’ un grande giocatore, quando capirà la fase difensiva sarà imprescindibile” ebbe a dire a suo tempo Gattuso..

Mertens 6 – Entra al 61esimo per Lobotka e si prende con prepotenza la posizione che Gattuso si è inventato per lui quest’anno.
Come ai vecchi tempi, il belga entra e ‘spacca’ la partita: complice il fatto che il Napoli fosse appena passato in vantaggio, aggiunto il neo-ingresso del velocissimo Osimhen, il ‘Ciro’ per eccellenza riesce immediatamente a verticalizzare il gioco azzurro, mettendo in serie difficoltà la difesa del Sociedad che – nel frattempo – stava provando invano qualche offensiva disperata

Di Lorenzo 6 – Entra al posto di Politano, si accomoda sul tassello alto della fascia destra: con Hysaj alle spalle, il difensore ex Empoli è chiamato a fare il quarto di centrocampo.
Ultimo terzo di gara ordinato per il 22 azzurro.

Osimhen 5,5 – Entra e costringe subito i padroni di casa ad un assetto più prudente. Si fa trovare pronto sulle verticalizzazioni che arrivano dal basso e tiene sapientemente palla in avanti.
Trova persino la rete di testa su involontario cross di Mario Rui che, avendo toccato due volte consecutivamente la palla, rende nulla l’azione.
Macchia di non poco conto l’espulsione, data dalla somma di una prima ammonizione subita per proteste in seguito al goal annullatogli e di una successiva, in conseguenza di una sbracciata in volo all’avversario.

Fabian Ruiz – SV