Preziosi: “Sono addolorato per il Napoli. Sui tamponi…”

    Enrico Preziosi ha rilasciato una interessante intervista al Corriere della Sera in merito ai casi di Covid presenti nel suo club. Ecco uno stralcio di quanto ha affermato in merito anche al Napoli.

    «Sono dispiaciuto e mortificato. Di certo non mi aspettavo di dover gestire una situazione simile, con dieci giocatori e quattro componenti dello staff sanitario positivi. Eppure siamo stati attenti, non capisco come possa essere avvenuto il contagio. Oggi è prevista un’ altra sessione di tamponi ma dopo aver saltato gli allenamenti ieri, anche per oggi l’ Asl non ha concesso la riapertura del centro sportivo. Neanche ai negativi».

    È preoccupato per la salute dei suoi tesserati? «Qualcuno ha la febbre ma complessivamente la situazione è sotto controllo. Piuttosto sono addolorato per i giocatori del Napoli con cui abbiamo giocato domenica scorsa. Mi auguro che non emergano tra loro positività al tampone. Forse con il senno di poi avremmo dovuto sospendere già quella partita».

    In Italia non ci sono regole che determinano il rinvio di una gara in relazione al numero dei contagiati. Quale decisione si aspetta oggi dal Consiglio di Lega? «Ieri ho parlato con il presidente Paolo Dal Pino a cui ho fatto presente che, positivi a parte, anche gli altri non son potuti andare al campo. Troverà le argomentazioni per giustificare il rinvio: come posso far giocare la mia squadra? Chi mando in campo, la Primavera? Io credo che serva un po’ di buon senso».

    Perin è stato il primo contagiato: si è chiesto come sia possibile che un giocatore sottoposto continuamente a test risulti positivo? «Chi può dire che è stato Mattia a trasmettere il Covid agli altri? Non ci sono prove. I giocatori la sera escono, a casa hanno mogli e figli che a loro volta hanno contatti con l’ esterno. Piuttosto spero che dalla sessione di accertamenti di oggi arrivi qualche buona notizia». Ha paura che il Covid possa influenzare i risultati della sua squadra? «Certo, guardi cosa è successo prima di andare a Napoli. Sono stati tutti svegli fino alle 2 in apprensione per l’ esito dei tamponi. Ci ha condizionati, come poi si è visto in campo. Come fai a non essere in ansia?».

    Fonte: Corriere della Sera