Tommasi: “Multe Napoli? Dobbiamo capire fin dove si spingerà la società”

    Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, è intervenuto a Si Gonfia La Rete per chiarire la situazione sulle trattative con la Lega: “La situazione è serie e ancora imprevedibile. Quando finirà non lo so, ma da qualche settimana abbiamo qualche certezza: bisogna stare a casa, non si può giocare a calcio e non ci si può allenare”.

    “Non possiamo tornare alla normale attività calcistica, in questo momento l’emergenza riguarda l’intero paese. Noi ci occupiamo di calcio e dobbiamo andare avanti e capire giorno dopo giorno cosa si può fare e quali siano le posizioni. L’unica a decidere l’agende è la comunità scientifica. Questa è una pandemia, non riguarda solo Bergamo o l’Italia”.

    “La maggioranza dei calciatori non vuole ripartire? Non lo so. Il problema è che ci si illude che il parere della maggioranza possa decidere. È la comunità scientifica che decide in base ai dati e alle misure! La ripresa sarà graduale e progressiva, questo è importante. Inoltre bisogna vedere se i positivi hanno ‘cicatrici’ o addirittura danni permanenti che possano comprometterne l’idoneità fisica per l’attività agonistica. Bisognerà controllare non solo i calciatori, ma anche chi lavora intorno a loro. Lavoriamo anche sui mezzi di trasporto, la sicurezza è al primo posto. Noi non vediamo l’ora di metterci a lavoro e ritornare a giocare (posizione espressa più volte, clicca qui).

    Stipendi? Abbiamo avuto più discussioni con la Lega attraverso i giornali che tra di noi. L’esito dell’assemblea di Lega ci darà qualche suggerimento su come andare avanti. Bisognare analizzare caso per caso, ad esempio chi è in scadenza non può avere lo stesso trattamenti di chi ha un contratto di cinque anni. Le situazioni singole saranno oggetto dei club con i rispetti giocatori. L’obiettivo nostro è che società e calciatori arrivino ad un accordo. Vogliamo aiutare, non alimentare contrasti. Per il discorso riduzione, spostamento o sospensione degli stipendi dipenderà anche dall’eventuale ripresa della stagione in corso. I calciatori sono pronti a fare la loro parte, ma se dall’altra parte c’è qualcuno che non è disposto a fare altrettanto significa che stiamo sbagliando qualcosa. La cosa che devono capire tutti, è che in questa fase entrambe le parti dovranno perdere qualcosa”.

    “Inoltre, bisogna fare differenziazione fra le categorie. Ci sono quelle non professionistiche ma in cui ci sono calciatori che giocano a calcio come prima attività. Bisogna trovare il modo giusto per tutelare queste fasce reddito al 100%. In Lega Pro gli stipendi sono necessari per la sussistenza, e non si può pensare di tagliare gli stipendi a cuor leggero”.

    Stop campionato belga? Al momento non è una decisione, ma una proposta. Vedremo se si farà. In Olanda vogliono riprendere, ma poi ci sono gli allenamenti sospesi fino a giugno. Il mio timore è la non ripresa graduale in Italia, perchè se quando riapriranno le porte non seguiremo le direttive della comunità scientifica rischiamo di tornare al punto di partenza. La ripresa del campionato dipende dalla condizione del paese”.

    Multe Napoli? Continuiamo a sentire quei calciatori che hanno deciso di consultare l’associazione, e seguiamo anche i legali in causa. I diritti d’immagine sono legati anche agli accordi che i calciatori firmano con la società, che come sappiamo sono diversi da altri club. I calciatori hanno aderito a queste norme, ma dobbiamo capire prima cosa è successo. Dobbiamo capire fin dove si spingerà la società e fin dove un calciatore è tenuto a rispettare le consegne. Questo, però, sarà un pensiero da rimandare più avanti come potete immaginare”.