Gattuso: “Non siamo tornati! Obiettivo 40 punti! Su Allan dico questo”

    Il Napoli di Gennaro Gattuso riesce a conquistare tre punti importantissimi a Cagliari, sia per la classifica che per il morale della squadra, che dopo la sconfitta contro il Lecce era tornato ad essere pessimo. Ci ha pensato Dries Mertens, con un gol fantastico, a siglare la rete della vittoria per gli azzurri. Gattuso, nel post partita, è stato intervistato ai microfoni di Sky. Le sue parole:

    Il Napoli è tornato? “Non siamo tornati. Dobbiamo dare continuità e vincere un filotto di partite prima di dirlo. Dobbiamo ricordare quello che stiamo facendo, ma non dobbiamo dimenticare cosa abbiamo combinato prima. Ma la strada da seguire è questa, tanta voglia, tanta passione e tanto lavoro”.

    Nelle ultime partite solo un cambio, segno di continuità di formazione? “Non ti sei sbagliato. Insigne doveva giocare, ma poi ha avuto fastidio al ginocchio. Elmas e Insigne sono molto diversi, ma Elijf mi sta dando tanto. Chi sta meglio, gioca”.

    Due giocatori in scadenza in campo, Callejon e Mertens, credo possa essere soddisfatto delle risposte che stanno dando sul rettangolo da gioco? “Io penso che i giocatori debbano essere professionisti, poi non mi riguarda se rinnovano o no il contratto. Bisogna allenarsi in un certo modo, bisogna rispettare il club. Io rispetto i miei giocatori, scalo anche le montagne per loro. Però c’è un problema, che a me piace che quando si lavora, si lavora con serietà. Poi quando qualcuno mi viene vicino e mi dice che non ha la testa giusta, che non sta bene, io gli stringo la mano. Quando invece si scende in campo voglio grande coerenza e rispetto per i compagni, per chi non gioca mai, per chi si allena sempre a mille”.

    “Mi porto già avanti con la domanda su Allan, perchè so che mi farete qualche domanda. Domani è un altro giorno, non si porta rancore. Sarò il primo ad incitare Allan, ma bisogna allenarsi in un certo modo. So che Allan in questi mesi ha avuto difficoltà, ha avuto proposte importanti, ma questi sono problemi della società che non mi riguardano. Quando poi mi metto il fischietto e fischio, voglio vedere grande professionalità e senso di appartenenza. Domani è un altro giorno, e senza rancore con Allan”.

    Linea tra la storia e il presente.

    “Oggi bisogna pensare al presente. Quello che questa squadra ha fatto resterà nella storia. Io ho fatto tanto in carriera, ma se mi metto a giocare ora faccio schifo. Ho 15 chili in più e faccio un altro mestiere, sono partito 0-0. Dobbiamo fare 40 punti, rischiamo tanto. Per uscire dalle difficoltà bisogna pensare H24 al Napoli. Ci sono grandissime qualità, ma non si può scherzare qui. Chi ha fatto grandi cose qui, perché buttare tutto negli ultimi mesi? Alla fine tireremo le somme”.

    Hai parlato bene di Mertens in questi giorni, e lui ti ha risposto bene.

    “Fa diventare tutto semplice quando viene a legare, al di là del gol. Su questo è un fenomeno. Conoscono tutti le sue qualità tecniche: è furbo, sa come ricevere e come legare. In campo non sta mai fermo e ci è mancato tanto. È importante per noi”.

    Cosa gli vuoi dire per il futuro?

    Dopo le mie esperienza a Pisa e a Creta, ho giurato di non dire nulla a nessuno. Voglio fare solo l’allenatore, c’è chi si occupa di contratti e toccherà a lui. I soldi non sono i miei, sono un semplice dipendente di un’azienda e le scelte deve farle chi comanda e chi rappresenta questa azienda. Io, da parte mia, posso solo dare pareri se me li chiedono”.

    Te l’hanno chiesto? “E certo. La dirigenza sa quello che penso. Ma se non giochiamo sempre da squadra, non andremo da nessuna parte”.