Repubblica: “La squadra prova a placare gli animi. Mertens scherza con i tifosi, un azzurro scrive ad Edo De Laurentiis…”

La tensione è palpabile. L’ allenamento a porte aperte ( solo per gli abbonati) allo stadio San Paolo ha perso la sua connotazione originale: ( ri) avvicinare la gente al Napoli e magari trasformare l’ appuntamento in una festa. La crisi di risultati e il caos dovuto all’ ammutinamento dei giocatori di martedì sera sul ritiro post Champions ha modificato l’ umore della città, che ieri si è schierata apertamente contro il comportamento della squadra. Gli ultras hanno inscenato una vera e propria contestazione, a via Jacopo De Gennaro, proprio di fronte all’ ingresso degli spogliatoi dello stadio di Fuorigrotta. Uno striscione (” Rispetto”) che poi non è stato ammesso all’ interno dello stadio, ma soprattutto cori e insulti nei confronti dei giocatori. «Se non ve la sentite, andate a lavorare». Ed ancora: « Siete dei mercenari » . Il contenuto è stato anche minaccioso ( « Se non vincete, vi massacriamo »), sintomo di un rapporto ridotto ormai ai minimi termini tra il tifo organizzato e il Napoli, dopo la notte dei “lunghi coltelli” di martedì. Alcuni giocatori hanno scelto un ingresso secondario per evitare le forche caudine della rabbia ultras, corroborata pure da un lancio di petardi. Qualcuno ha scavalcato il muro dello stadio ma fortunatamente non ha procurato danni.

È volata pure qualche monetina all’ indirizzo dei giocatori. Gli ultras poi hanno abbandonato lo stadio. L’ allenamento è cominciato alle 15,30. L’ appuntamento è stato per pochi intimi: circa 400 abbonati ( sui circa 12mila complessivi) si sono accomodati nei Distinti e anche loro non hanno avuto un atteggiamento tenero nei confronti della squadra. L’ ingresso in campo del Napoli è stato accompagnato da fischi e insulti. Nel mirino, soprattutto Lorenzo Insigne ( « Togliti la fascia » , gli ha urlato qualcuno), tra i fautori della protesta assieme ad Allan, anche lui duramente contestato pure all’ uscita dello stadio. Atteggiamento ostile anche nei confronti di Callejòn, mentre Mertens è stato l’ unico che ha tentato una ” riconciliazione”: ha alzato lo sguardo verso il pubblico e ha accennato un saluto che è stato apprezzato. Al momento di uscire dal campo, il belga ha anche lanciato la maglia d’ allenamento e poi si è portato il dito alla bocca come per dire ” state zitti perché non potrei lanciarla…”. Era solo un tentativo di sdrammatizzare la situazione pesante, probabilmente. Ne ha fatto uno anche Allan, che ha inviato un messaggio distensivo a Edoardo De Laurentiis, dopo la lite. Domani sera sono previste però altre proteste da parte del pubblico in occasione della sfida con il Genoa. Carlo Ancelotti ha bisogno di una vittoria per allontanare le critiche sul suo operato e diradare una pressione diventata fortissima nelle ultime ore. L’ allenatore si sta dedicando alla preparazione della partita curando tutti i dettagli. La posta in palio è decisiva per il futuro del Napoli che ha bisogno di voltare pagina con un risultato positivo. L’ allenatore – come ha confermato la società mercoledì con il comunicato – ha disposto il ritiro per stasera nell’ immediata vigilia della gara. Tutti al Golden Tulip di Castel Volturno. La decisione è stata comunicata al gruppo ieri pomeriggio dal tecnico e stavolta non ci sono stati problemi. La squadra proverà a riconquistare la gente con una grande prestazione, è questo il pensiero del gruppo. Ancelotti – risparmiato dai tifosi, per lui niente fischi ma nemmeno applausi – dovrà tenere conto pure dell’ emergenza: Meret è a rischio forfait, così come Manolas. Incerta la presenza di Mario Rui: proverà a strappare una maglia da titolare, altrimenti ballottaggio tra Hysaj e Luperto. La mediana dovrebbe essere riconfermata, così come il tandem offensivo. Milik scalpita, ma Ancelotti potrebbe affidarsi nuovamente a Mertens e Lozano. Se ne riparlerà tra qualche ora. Il Napoli si rintana a Castel Volturno per uscire dalla crisi e la strada da percorrere è una sola: battere il Genoa e recuperare un pizzico di serenità.