CdS: “Non solo Champions: Giuntoli innamorato di due gioielli del Salisburgo”

    of Lazio battles for the ball with of Salzburg during the UEFA Europa League quarter final leg two match between RB Salzburg and Lazio Roma at Stadion Salzuburg on April 12, 2018 in Salzburg, Austria.

    Non lasciatevi distrarre: il calcio non s’è fermato, si gioca in campo ma anche fuori, perché i Progetti nascono così, all’ombra di un pallone che rotola, tra i pensieri sparsi in queste oziose giornate nelle quali si cerca una via d’uscita dal «tunnel». Torino è un neo che va rimosso, per rilanciarsi in fretta e ritrovare l’umore soff ocato da due nottate in bianco: e poi, in quell’orizzonte sparso, c’è il futuro da costruire, guardandosi intorno, per non ritrovarsi poi pericolosamente in ritardo. Napoli-Verona è suffi cientemente distante, ce ne vuole ancora, però sotto sotto, quasi senza che nessuno se ne sia accorto, sta decollando Salisburgo-Napoli, che non sarà semplicemente una partita ma un incrocio d’interessi che sgorgano così, improvvisamente, nella apparente pigrizia d’una settimana che sembra vuota ed invece è piena di annotazioni su Erling Haland e Dominik Szoboszlai, i «millennial» d’un club con il quale c’è già stato modo di dialogare in passato – per Lainer – e con il quale, chi può dirlo?, può darsi serva accomodarsi di nuovo intorno ad un tavolo per capire che vento tira.

    CLASSE 2000. Quando si sistema la palla al centro, c’è un viavai di osservatori che attraversano il Vecchio Continente; e quando invece si entra nella confort zone della sosta, si cominciano a muovere anche i manager, in prima persona: il Napoli ha frequentato spesso, ancora prima che il sorteggio gli sistemasse la sfi da con il Salisburgo, la Red Bull Arena, l’ha fatto direttamente o anche indirettamente, attraverso tutto ciò ch’è possibile vedere con i video, per dare un senso alle proprie valutazioni su Erling Haland e su Dominik Szoboszlai, la punta norvegese e il centrocampista ungherese che hanno «catturato» gli austriaci con fi sicità e talento. Classe 2000, sembrerebbero due bambini, e quasi lo sono: però Giuntoli se ne è innamorato, sia dell’uno che dell’altro, e lo scouting ha provveduto con una serie di relazioni a raff orzare certi «sospetti».

    CHI SONO. Erling Haland si è presentato in Champions, alla prima giornata, con una tripletta (in 45 minuti) al Genk, segna come un avvoltoio (ne ha fatti diciotto fi nora in undici partite), è fi glio d’arte, nel suo curriculum vitae ci sono anche le venti reti in cinquanta gare con il Molde, una lunga esperienza con Solskjaer in panchina, un sinistro esplosivo come quel fi – sico da un metro e novantacinque centimetri e un record (al Mondiale Under 20) un record diffi cilmente avvicinabile: nove (9) gol all’Honduras, in una partita drammatica per i centroamericani, fi nita 12-0, con quel bomber assoluta protagonista. Il Napoli lo segue da un bel po’ ed ovviamente ha scoperto di non essere da solo, perché intorno all’enfant prodige c’è la folla, la stessa che sta lì a godersi l’eleganza di Dominik Szoboloszlai, centrocampista (tatticamente moderno) ungherese, pure lui un ragazzino (ne ha appena compiuti diciannove) capace di rapire Giuntoli, dopo essere stato a lungo corteggiato, nell’estate scorsa dalla Lazio. Ha la postura e anche l’andatura, l’atteggiamento, di Milinkovic-Savic, è trequartista di nascita che in piena fase evolutiva può essere tante cose assieme, anche un regista.

    CHE FISICI. Haland e Szoboszlai rappresentano un tandem (però assai costoso) con il quale lanciarsi nel Napoli che verrà, un’Idea forte per assecondare la fi – losofi a dell’epoca De Laurentiis che però fi nirà per scontrarsi con quest’universo abitato da titani, incantati dalla Next Generation del calcio. Il 23 ottobre, alla Red Bulla Arena, ce ne saranno di cose da guardare.

    Fonte: Corriere dello Sport