CDS – De Laurentiis: “Investirò ancora sul San Paolo. Quando presi Sarri tutti mi andavano contro, ora parlano di lui”

È in corso presso la redazione del Corriere dello Sport-Stadio un summit tra i diversi organi calcistici per risollevare le sorti del calcio italiano, ormai in crisi, dal titolo “Il Calcio che vogliamo“.

A presenziare a tale dibattito vi è anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il quale interrogato sulla questione stadi così risponde:

Vogliamo dire che la famiglia Agnelli ha un certo potere in questa zona per aumentare i propri investimenti? Nonostante questo ha avuto bisogno di un fondo con un interesse al 3%. Questo la dice lunga.

Non dimentichiamo che il Napoli in uno stadio così compromesso, avendo dalla regione 25mln per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per gestirli ed evitare dei dirottamenti che in Italia sono abituali e andiamo avanti. Vedremo uno stadio rivoltato, io ho intenzione di investire altri soldi nello stadio, avremo il rinnovo di una convenzione lunga che ci darà possibilità di investire. Il problema vero però credo sia un problema noioso, pieno di tattica, diverso da quello inglese, ricordate che dopo 10′ erano 2-2. La Juve ha 10 punti in più del Napoli, il Napoli altrettanti di vantaggio su quelle dietri, quindi qualcosa non funziona. O non funziona il poter spendere più di quanto si fattura, il Napoli non ha 1 euro di debito con le banche, bisognerebbe far luce, Gravina lo sa, ma i campionato ripartono con debiti e club che continuano ad indebitarsi, in un calcio dove si sprona a spendere come al colosseo, alla ricerca di nomi di divi e non di giocatori buoni. Ma dove va il calcio del prossimo ventennio? I ragazzini stanno sulle piattaforme a giocare, mio nipote non resiste nel guardare la partita e corre a giocare a Fornite, non è più uno spettacolo per giovanissimi. Dobbiamo affrontare anche questo problema, pure come regole, comprare mille giocatori ma fare solo tre cambi. A volte è industria, altre volte è sport, mettiamoci d’accordo, vogliamo rinnovarci o no altrimenti saremo sempre perdenti. Vi faccio un esempio, Lotti, bravissima persona, cosa c’entrava con questo sport? Ha fatto casini enormi sullo stadio, poi se entriamo nel merito delle altre chi ha gli stadi che fa… Poi il calcio inglese ha avuto riforme, il ministero dell’interno è assente e si nasconde. Abbiamo lo spaccio della droga dentro gli stadi, parliamo delle curve come tifo sano, ma il tifo sano delle curve non può partecipare, non può parlare, non può stare in quel posto perché 400-1000-2000 tolgono i posti che dicono loro ai tifosi. Perché mi scrivono contro? L’hanno fatto con Sarri che è stato una intuizione, ora tutti ne parlano, io quando l’ho preso mi hanno contestato in tutta la città. I Daspo ad esempio si possono fare anche a chi ha commesso reati nell’arco di cinque anni, ma i questori si cacano sotto di daspare, dovrebbe essere automatico. Ci fanno pagare anche al polizia che è fuori dagli stadi, poi gli steward invece dentro“.