Mercato 2019, l’esigenza di ‘cambiare il passo’

L’arrivo di Carlo Ancelotti sulla panchina del San Paolo ha apportato innumerevoli cambiamenti, talvolta addirittura ‘stravolgendo’ la filosofia di gioco tracciata e minuziosamente inculcata dal suo precedessore, Maurizio Sarri.

Tutto ciò è però avvenuto continuando a mantenere pressoché invariato lo score che il Napoli vantava la passata stagione (anche se i 91 punti in campionato non sembrano alla portata), ma soprattutto utilizzando gli stessi interpreti che le stagioni scorse interpretavano in modo eccellente una filosofia di gioco totalmente opposta e che dunque, almeno all’inizio, avrebbero potuto incontrare non poche difficoltà ad ingerire i dettami di mister Carlo.

Tuttavia, come dimostrano i risultati e le prestazioni fin qui maturate, seppur taluni soggetti (vedasi Maksimovic terzino, Zielinski ala, Fabian ala, Insigne prima punta) hanno dovuto fare i conti con spostamenti rispetto alle proprie posizioni naturali, anche ad un occhio meno esperto sarà sembrato di vedere una rosa precisamente plasmata sulle esigenze del nuovo tecnico.

Il mercato estivo ha portato con sé elementi di spicco ma al contempo giovani, capaci di innalzare il livello tecnico di una rosa di suo già forte e abbassare contemporaneamente la soglia dell’età media del gruppo.
Il 2018 volge al termine e con esso un girone d’andata niente male ma con l’inizio del nuovo anno le cose iniziano a farsi serie: bisogna continuare in Serie A con gli stessi ritmi (o addirittura migliorarli), affrontare al meglio una competizione troppo sottovalutata come la Coppa Italia e soprattutto ridare lustro europeo ad un club che non può permettersi di snobbare un torneo come quello dell’Europa League, degno di essere affrontato con il piglio di chi è deciso a vincerla senza sè e senza ma.

La chiave per poter rispettare i seguenti obiettivi?
Intervenire sul mercato di gennaio con un doppio obiettivo: fare degli innesti immediati e lavorare sotto traccia per un colpo da piazzare il prossimo giugno.
Come anticipato nella premessa, una rosa come quella a disposizione di Ancelotti non mostra enormi lacune sul piano tattico nonostante composta da elementi che hanno dovuto ‘adattarsi’ a nuovi ruoli.
Tuttavia, volendo provare a rinforzare il gruppo partenopeo – consci del fatto che Elsed Hysaj possa abbandonare la causa partenopea per altri lidi – risulta evidente l’esigenza di individuare un nuovo terzino destro da affiancare ad un ottimo Malcuit, già rodato in un sistema a lui finora sconosciuto.
La lista dei partenti potrebbe allungarsi qualora divenissero più insistenti le voci di un possibile addio di Diawara, ex enfant prodige prelevato dal Bologna a 18 anni, che nonostante il cambio di allenatore sembra ancora non essere all’altezza delle esigenze azzurre, dimostrando un pò di lentezza in fase di impostazione e non troppa chiarezza nelle idee.

Tenendo in considerazione il modulo ‘ancelottiano’, consistente in un 4-4-2 molto offensivo che tiene conto di due centrocampisti centrali ‘puri’, l’eventuale addio di Amadou Diawara aprirebbe nuovi scenari di innesti nella zona centrale del centrocampo, magari inducendo la società ad acquistare un nuovo giovane di prospettiva da affiancare ai veterani Allan e Hamsik, nonchè all’emergente Rog.

Analizzando la rosa partenopea in modo del tutto oggettivo, risulta abbastanza chiaro che tra i titolari e le cosiddette ‘riserve’ passi poca differenza tecnica e che dunque, tutto sommato, quasi in ogni zona del campo ci sono elementi che possono essere facilmente interscambiabili.
Tuttavia, prescindendo dalle eventuali esigenze numeriche che si verificherebbero nel caso di addio di Hysaj e Diawara (i più facili partenti secondo mere indiscrezioni), resta da capire se il club azzurro sarebbe in grado di piazzare un colpo che ‘possa fare la differenza’.
In tal caso, volendo essere spregiudicatamente oggettivi, sembra chiaro che un incremento sul piano tecnico sarebbe da operare maggiormente sulla zona destra di difesa ma anche – e soprattutto, per chi scrive – proprio al centro del campo, laddove sembra mancare (dopo l’addio di Jorginho) un uomo che sappia impostare il gioco con diligenza, piedi buoni ed acuto senso tattico.

Chissà che le voci su un possibile scambio con un top club per un centrocampista centrale non possano essere la chiave di volta di questa situazione.

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