Gazzetta – Cori contro Napoli a Udine e a Torino, il presidente Gravina furioso: “Faremo rientrare le squadre negli spogliatoi!”

Forte presa di posizione da parte dell’attuale presidente della FIGC, Gabriele Gravina, riguardo agli spiacevoli cori discriminatori contro Napoli nel corso degli anticipi di Serie A di ieri. Coinvolti i campi di Udine e Torino, col il massimo esponente della Federazione che racconta i possibili futuri provvedimenti, raccolti dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport:

“‘È ora di farla finita, se a Bergamo, dove il Napoli sarà impegnato il 3 dicembre, ci saranno cori di discriminazione territoriale chiederemo la sospensione della partita’. Ad anticiparlo fu lo stesso Carlo Ancelotti, e come era facile prevedere quei cori si sono ripresentati alla prima occasione. Meno prevedibile, però, che arrivassero in un campo dove non fosse impegnato il Napoli. E invece i beceri da stadio hanno superato un altro livello di stupidità. Ieri, alla Dacia Arena, friulani e romanisti hanno intonato a braccetto i cori di odio per Napoli e quelli di invocazione al Vesuvio, ormai tristemente noti a tutti.

Ma è già arrivata la condanna del presidente federale Gabriele Gravina: ‘Il ripetersi di cori con evidente riferimento alla discriminazione territoriale negli stadi italiani è un comportamento incivile che va condannato e contrastato con determinazione’, ha detto il numero uno della Figc, che si è subito attivato per i provvedimenti da prendere in futuro: ‘Ho sentito sia il presidente dell’Aia Marcello Nicchi che il designatore Nicola Rizzoli, aggiunge Gravina, con i quali abbiamo condiviso tutte le valutazioni del caso.

Cosa prevede? L’articolo 62 delle Noif indica che l’eventuale interruzione di una partita per cori o ogni altra manifestazione discriminatoria sia disposta dal responsabile dell’ordine pubblico presente allo stadio, designato dal ministero dell’Interno, che ordina all’arbitro la sospensione. Solo se i cori proseguono anche dopo l’avviso al pubblico dello speaker, il direttore di gara può insindacabilmente ordinare alle squadre di rientrare negli spogliatoi. Lì attenderà che il funzionario del Viminale gli dia l’ok per riprendere la gara. La sospensione non può durare più di 45 minuti,trascorsi i quali l’arbitro dichiara chiusa la gara”.

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