Paese che vai, stadio che trovi – Marassi, lo stadio centenario che dà lezioni di prospettiva e architettura

21-08-15 GENOVA/PRESENTAZIONE NUOVO MANTO ERBOSO STADIO L.FERRARIS

Al lettore:
Nasce quest’anno, in esclusiva per tutti i lettori di MondoNapoli.it, una rubrica tanto insolita quanto innovativa, sviluppata per garantire e trasmettere le irripetibili emozioni che solo un luogo potrà concedervi: lo stadio.
Quante volte è capitato, a chi non ha la fortuna di seguire la propria squadra da vicino, di accendere la tv e, sintonizzandosi sul canale che trasmetterà la partita, vedere inquadrato lo stadio che la ospiterà e non conoscerlo? O reputarlo buffo? Affascinante? Curioso? Particolare?
La risposta preventiva a questi amletici dubbi o alla semplice curiosità che si insinua nella mente dell’appassionato la troverete in questa speciale rubrica, nata dall’idea di una Redazione che vuole riservare ai propri lettori ogni particolare, curiosità o notizia di prima necessità che possa soddisfare anche i fruitori più esigenti, garantendo sempre un’informazione sana e pulita, di piacevole lettura.
Vi racconterò, dunque, il giorno prima di ogni sfida del Napoli in trasferta, dell’impianto che ospiterà i nostri beniamini per 90 minuti o anche più.
Snocciolando informazioni tecniche avvolte da aneddoti e curiosità, attraverso una speciale galleria fotografica, vi sembrerà di scorgere in lontananza l’impianto e di avvicinarvici mano mano, assaporando l’ambiente, quasi mistico, trapunto di bandiere e colori, animato dai cori che si fanno via via più forti, più vivi.

Stadio Ferraris, il vecchio professore che non smette di insegnare

Scatto storico dell’antico Campo di Via del Piano, poi stadio Luigi Ferraris

La cronistoria che ha dato origine ad uno degli impianti più belli, affascinanti e tradizionalmente apprezzati del panorama italiano ed europeo, parla di uno stadio centenario che sa raccontare ed insegnare ancora moltissimo ai moderni modelli di struttura; dispensando nozioni di prospettiva, visibilità e integrità strutturale, lo stadio Marassi di Genoa può essere tranquillamente considerato il ‘nonno saggio’ della storia infrastrutturale del Bel Paese.
Nato agli albori del 1910 ed inaugurato precisamente alle 15 del 22 gennaio 1911, in occasione di un Genoa-Inter, l’ex ‘Campo di Via del Piano‘ metteva in bella mostra le sue due elegantissime tribune sui lati lunghi del campo, che nel frattempo era stato edificato al centro di un preesistente ippodromo, composto da una pista ellittica ancora in uso e che circondava il terreno di gioco.

Lo stadio sorge in linea perpendicolare al torrente Bisagno e a pochissimi metri dal Cajenna, il più antico campo sportivo dei cugini dell’Andrea Doria.
Proprio la contiguità tra gli impianti delle due compagini genovesi portò ad una sorta di accorpamento delle strutture che, a lungo termine, originarono lo stadio Luigi Ferraris.

Il Campo di Via del Piano diventa lo stadio Luigi Ferraris

Immagine molto significativa dello stadio Marassi a fine anni ’70, prima di essere completamente raso al suolo e ricostruito nell’87

Era il 1926, il Genoa dopo una lunga querelle acquisì, sotto leggi di regime, il terreno su cui sorgeva il campo della Doria ed edificò sullo stesso le due tribune ai lati delle porte. Complice la preventiva demolizione dell’ippodromo, nel 1933 fu ufficialmente inaugurato uno stadio completamente ‘all’inglese’ con tutte e quattro le tribune a ridosso del campo.
Il nuovo impianto prendeva il nome di ‘Luigi Ferraris’, storico capitano della compagine rossoblù che morì prematuramente nel corso della prima guerra mondiale.

Come già anticipato in introduzione, lo stadio che ospita il Genoa e la Sampdoria ha avuto una lunga storia fatta di successi ma anche di sconfitte, di lievi accorgimenti architettonici che hanno raggiunto il culmine a ridosso degli anni ’90 con dei lavori di ristrutturazione che allo stato dei fatti hanno completamente stravolto la natura del vecchio impianto.

Gli anni novanta e la nascita del nuovo mito

Importantissima immagine che raffigura il Ferraris nel corso dei lavori che lo portarono ad avere la fisionomia che tutt’oggi conserva. Da notare l’edificazione della torre angolare.

In occasione della candidatura dell’Italia per ospitare i mondiali di calcio del 1990, la maggior parte degli impianti deputati ad ospitare gli incontri continentali dovettero adeguarsi ai nuovi parametri strutturali.
Il Ferraris di Genova, detto anche ‘Marassi’ in onore del quartiere in cui sorge, fu sottoposto ad ingenti lavori di ‘riammodernamento’ che, in realtà, consistettero nella graduale demolizione delle vecchie strutture per lasciare il posto ad un impianto completamente nuovo.
Per evitare di far trasferire le due compagini genovesi su un campo provvisorio, il lavori procedettero per gradi, lavorando solo su due tribune alla volta e consentendo comunque il normale svolgimento delle gare, ma comportando numerosi rallentamenti nelle operazioni: ci vollero 26 mesi per concludere i lavori (dal luglio 1987 al settembre 1989).

Le operazioni, come detto, stravolsero definitivamente la vecchia struttura: furono abbattute e ricostruite le quattro tribune, mostrandosi così come si presentano oggi e, soprattutto, furono edificate le quattro torri angolari che tuttora distinguono il Marassi di Genova da centinaia di altri stadi nel mondo.

Suggestivo scorcio della torre

L’idea di ergere delle torri così imponenti fu maturata dall’idea di agevolare l’afflusso e il deflusso sugli spalti, nonché di sostenere gli stessi ancorandoli ai lati e, per finire, per sostenere la copertura che sovrasta lo stadio.

Così come si osserva delle foto, le torri di Marassi sono parzialmente cave all’interno perché percorse da lunghe rampe di scale che agevolano l’ingresso dei tifosi ai rispettivi settori.
Osservando meglio le imponenti strutture, si noterà che parte di queste vanno oltre la naturale altezza degli spalti, il motivo è semplice: essendo solide torri in muratura, sovrastando in altezza la copertura dello stadio, fungono da sostegno per la stessa che risulta essere ancorata ai quattro lati mediante un sistema di tiranti bianchi che conferiscono un aspetto maggiormente dinamico e futuristico all’intero complesso.

Esterno dello stadio Marassi

Volendo fare un paragone con un altro stadio italiano che pure si distingue per le ‘torri angolari’, sovviene il nome di San Siro, altro storico impianto italiano.
Addentrandoci in questa curiosa analogia, però, risalta subito all’occhio una differenza inequivocabile: mentre le quattro torri angolari di San Siro non interferiscono con la continuità della struttura degli spalti, le torri di Marassi ‘spezzano’ le tribune, rendendole strutturalmente isolate nei quattro lati e quindi prive di un raccordo negli angoli.

Lo stadio Luigi Ferraris di Genova, casa di rossoblù e blucerchiati, deve la sua attuale piacevolissima ed oculata struttura agli ingenti lavori del 1990 e ne preserva, quasi in toto, le sue innovazioni.

Lo scatto, oltre ad immortalare le panchine interrate, evidenzia ulteriormente la vicinanza delle tribune al terreno di gioco, conferendo il tipico effetto alla ‘Inglese’

Non è un caso che l’impianto ligure sia stato il primo stadio ‘all’inglese’ della storia italiana, vantando quattro tribune che distano non più di 5-6 metri dal rettangolo verde e conferiscono una perfetta visibilità da ogni lato delle sedute.
La stessa copertura, in rapporto al periodo storico in cui è sorta, gode di una quasi totale efficienza, lasciando scoperte solo le prime file di spalti, quelle più vicine al campo.

Splendida prospettiva dell’interno dello stadio: lo scatto immortala il punto di vista di cui gode chi osserva il campo dalla tribuna stampa

In seguito ai diversi lavori di ammodernamento e di adeguamento ai parametri europei, che prevedono l’obbligo di installare sediolini in tutte le zone dell’impianto, lo stadio di Genova conta 36 599 posti a sedere, a discapito dei 60.000 che affluivano fino a fine anni ’80.

Diamo i numeri
Distinti 8.781, Tribuna 5.124, Gradinata Nord 9.215, Gradinata Sud 9.232, Settori ospiti Nord 2.067, Settori ospiti Sud  2.067, Settore disabili 113. Totale 36.599 posti a sedere.
16.578.000€: sedici milioni e poco più, la cifra richiesta dal Comune di Genova per l’acquisto definitivo dello stadio Marassi.

Articolo precedenteTesta alta e petto in fuori Arek!
Articolo successivoGenoa-Napoli, probabili formazioni: torna Milik, poco turnover e tanti ballottaggi