“Nessuno è perfetto”, quante volte abbiamo ripetuto questa frase? Tante, forse tantissime. Ed in effetti, non è poi tanto sbagliato. Spesso le cose che forse sembrano essere perfette, pure, limpide si possono rivelare con piccoli difetti.
“Nessuno è perfetto”, neanche il Sarrismo. La famosa filosofia che prende il nome, come ogni filosofia, dal suo ideatore: Maurizio Sarri. In tre anni abbiamo imparato a comprenderla e poi ad amarla. Un vero e proprio amore, una filosofia che, giorno dopo giorno, sembra intrecciarsi con le vite di ogni napoletano.
E allora potevi trovarti in un bar, all’università, in una chiesa a fare discorsi che non c’entravano niente con il calcio e con il Napoli ma… ecco: “Sarrismo” era quasi la parola perfetta per indicare quell’estro rivoluzionario che coinvolge gran parte della gente di Napoli.
Sarrismo non era solo un gioco magistrale espresso da 11 giocatori (si sempre gli stessi, ma a noi andava più che bene così). Sarrismo era rivoluzione. Sarrismo era tuta anche ad una cerimonia importante (il mio sogno è quello addirittura di sposarmi con una tuta!). Sarrismo era: “Uagliò ma chi vuò sfottere?”. Sarrismo era: “Ij song scem, ma tu sij chiù scem e’ me”. Sarrismo era il dito medio a chi parla male di Napoli. Un grande dito medio, tanto grande che quasi quasi scendo e… niente ci siamo capiti. Sarrismo era quindi NAPOLETANITA’. Per tre anni abbiamo pensato questo, e forse, lo pensiamo e lo penseremo ancora per tanto tempo!
Ma in realtà, da napoletano, tra le tante sfumature di “Sarrismo”, credevo ci fosse anche un detto che è sempre in voga qui dalle nostre parti, lo scrivo in italiano per renderlo più chiaro a tutti: “Il parlare chiaro è fatto per gli amici”.
Ecco, neanche il Sarrismo è perfetto. Questo è mancato a Maurizio Sarri, maggiore chiarezza. Non giudicheremo mai il tuo operato, nonostante qualche detrattore continua a dire: “Tre anni con zero titoli”, noi non lo faremo. Ma purtroppo, ci credevamo tuoi amici… e per noi Sarrismo significava anche sapere che la voglia inglese, anche giustamente, era tanta.
In ogni modo buona fortuna condottiero, d’altronde si sa: “Nessuno è perfetto, e a volte, gli stessi difetti, rendono pregiato qualcosa”.
di Davide Luise






