L’Analisi – Nella buona e nella cattiva sorte

La sconfitta con il City di ieri sera ha fatto perdere il sonno a molti soprattutto per l’infortunio a Faouzi Ghoulam che priverà il Napoli di un perno fondamentale nel gioco di Sarri probabilmente per tutta la stagione. Ma dalle ceneri di ieri potrebbe nascere una nuova Fenice.

Dopo la doppia sconfitta con il Real Madrid il Napoli prese consapevolezza della sua forza e da quella gara di Marzo si rinforzò il patto tra Sarri e la squadra. Il doppio passo falso con il City potrà fare lo stesso? Il Napoli adesso ha bisogno di non perdere le proprie certezze e di continuare a guardare avanti nonostante la cattiva sorte. Dopo Milik, ecco che anche Ghoulam inizia il suo pellegrinaggio al santuario del professor Mariani che ormai De Laurentiis potrebbe pensare di assumere. Il Napoli ieri sera ha restituito per 20’ al City quello che aveva subito a Manchester per stessa ammissione di Guardiola, sempre più anfitrione di Maurizio Sarri. Il tecnico spagnolo ha ammesso le enormi difficoltà dei suoi con il “ci hanno massacrato” che se fosse arrivato con di fronte non il Napoli ma ben altre squadre europee o anche italiane, avrebbe riempito pagine di giornali con lodi, osanne e beatificazioni, nonostante il risultato finale. E invece no, a Napoli siamo capaci di buttare anche i panni puliti dalla finestra pur di non stenderli al sole. A rompere le uova nel paniere è arrivato lo sfortunato infortunio di Faouzi Ghoulam che ha riacceso vecchie acredini di buona parte della stampa sul problema della rosa, della coperta corta, di quella piegata, rievocando i fantasmi di Strinic, Pavoletti e finanche dello svincolato Revelliere. Ghoulam vittima della maledizione del rinnovo, come fu per Zuniga, ma speriamo che la ripresa agonistica dell’algerino dopo l’operazione al crociato abbia migliore sorte.

Mario Rui, sostituto naturale di Ghoulam, divenuto subito brocco, senza che il campo abbia mai avuto modo di valutarlo. Perché il vero giudice di tutto è proprio il rettangolo verde. Le parole di Sarri a fine gara sulle condizioni del portoghese “da verificare”, sono subito diventate un campanello d’allarme forse inopportuno. Preso in Estate in vista del difficoltoso rinnovo dell’algerino, Rui è un “uomo” di Sarri, cresciuto con lui ad Empoli e il tecnico, come poi specifica nelle sue parole, vuole che torni a quei fasti. Sappiamo che il tecnico azzurro, da buon perfezionista, impiega sempre il suo tempo per inserire i nuovi nei suoi schemi. Lo è stato con Diawara e Rog lo scorso anno, e voleva fare lo stesso con Rui e Ounas quest’anno, ma adesso dovrà fare di necessità virtù e usare entrambi prima del tempo. In questo la famosa “coperta” andrebbe aperta completamente per poter attingere a tutte le possibili soluzioni in rosa in attesa di qualche innesto “pronto” a Gennaio per non arrivarci con il fiato corto e perdere altri pezzi per strada. Innesti che potrebbero portare quella “fisicità” tanto decantata da tutti e abbastanza evidente in due gol del City di ieri o in quello di Falcinelli di domenica scorsa.

E’ il momento adesso di stringersi intorno a questa squadra che, ad oggi, ha dimostrato di avere forze e risorse inaspettate. Dalle ceneri della serata di Champions contro il City, come fu dopo il Real, dovrà nascere una nuova Fenice, ovvero un Napoli ancora più consapevole e coeso per raggiungere i suoi obiettivi. Contro il team di Guardiola gli azzurri hanno dimostrato di potersela giocare fino all’ultimo minuto sia all’andata che al ritorno. Come all’andata il rigore di Mertens fu un grande rammarico, della serata di ieri resta ancora negli occhi di tutti quel tiro di Callejon per il possibile 3-2 trasformatosi in 2-3 sul capovolgimento di fronte.

Il Napoli deve continuare per la sua strada adesso senza guardarsi indietro o pensare ai se e i ma del mercato. Le basi attuali sono solide e su queste si può ancora crescere e lavorare per proseguire il cammino da leader in Campionato e risollevare le sorti in Champions nelle prossime due gare con anche l’aiuto necessario proprio del City.