Napoli-Benevento, Parola chiave: MORALE

La vittoria con il Benevento nel primo derby di A tra le due campane, lo si può racchiudere in un termine che abbiamo scelto come parola chiave per questa gara: MORALE.

Una parola che ha una doppia valenza nello stesso termine. I tre punti con i sanniti hanno dato nuova linfa e quindi alzato il morale della squadra dopo lo stop in Champions in terra Ucraina. Lo si è visto subito lo spirito degli undici mandati in campo da Sarri, che hanno impiegato solo due minuti per indirizzare la gara. L’altra valenza del termine è legato al fatto che questa vittoria racchiude in se anche una profonda morale. Il Napoli ha finalmente imparato a fare tesoro degli errori e a rialzarsi dopo essere caduto togliendosi la polvere da dosso e tappandosi le orecchie che già fischiavano da mercoledì scorso per le profonde critiche piovute a valle dello scivolone in Champions. Morale della favola: qualcuno voleva già vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato e il Napoli ha mostrato di essere vivo e vegeto e pronto a duellare per la prima onorevole piazza. Cammino impervio da qui a Maggio ma di certo il morale adesso è alto e bisogna proseguire la marcia evitando altri spiacevoli intoppi.

M come Mertens. Quarta tripletta sotto l’ombra del Vesuvio per il numero 14 azzurro. E non chiamatelo più “falso nueve” perché ormai Dries, anzi “TRIS”, veste i panni del centravanti di razza. La prima tripletta in maglia azzurra risale al 19 aprile 2016 quando il Napoli vinse, anche in quel caso, 6-0 in casa contro il Bologna. L’attaccante azzurro si è ripetuto poi lo scorso anno nella vittoria per 5-0 a Cagliari, nel 7-1 contro il Bologna ed è stato protagonista assoluto contro il Torino (5-3) dove addirittura di reti ne fece ben 4! Il Napoli non può fare a meno di lui e Milik dovrà avere tanta pazienza e farsi trovare pronto quando ce ne potrà essere bisogno.

O come Ounas. Debutto per il franco-algerino, acclamato a gran voce da tutti dopo le belle prestazioni in precampionato stroncate solo dall’intervento assassino di Godin nell’Audi cup che un po’ ne ha compromesso la preparazione. Sarri per tutto il ritiro ha imparato a conoscere e a scoprire le qualità del ragazzo e per lui il percorso di isnerimento sarà “centellinato2 come avvenne per i Diawara e Rog lo scorso anno, ora elementi chiave di questa squadra. Nel suo debutto al San Paolo ha svariato a destra e a sinistra su tutto il fronte d’attacco nei minuti finali, a risultato acquisito, ma ha dato il suo contributo procurandosi il rigore del definitivo sei a zero per la gioia di Mertens che ha potuto firmare una tripletta.

R come Record. L’ennesimo demolito da Maurizio Sarri e dal suo Napoli. Stavolta gli azzurri hanno voluto superare anche se stessi andando a migliorare lo storico record di otto vittorie consecutive raggiunto nel Febbraio 2016. Le vittorie di fila in A, con quella contro il Benevento, sono infatti diventate nove considerando le ultime cinque del campionato scorso e le quattro di questo inizio di stagione. E il Napoli sembra non volersi fermare qui.

A come Allan. Il fedelissimo di Sarri nella prima stagione del tecnico di Figline a Napoli, sembrava essere stato messo un po’ da parte la scorsa stagione. Il centrocampista brasiliano ha, però, messo il turbo in questo inizio di stagione e con la prestazione contro il Benevento, insieme alla mezzora di Charkhiv, ha dimostrato a Sarri che di lui non può fare a meno e si ricandida per essere uno dei titolarissimi in una stagione da vivere come protagonista.

L come Lazio. Prossimo ostico avversario degli azzurri che mercoledì andranno a far visita ai biancocelesti all’Olimpico. Un primo banco di prova importante visto che da inizio stagione la squadra di Simone Inzaghi ha mostrato di non avere apura di nessuno andando anche a strappare un trofeo alla titolatissima Juventus. Ci vorrà il miglior Napoli per tenere a bada Immobile e compagni.

E come Emozione. L’ha pagata certamente il Benevento in questa sua prima nel derby in A al San Paolo. Ma l’emozione più grande l’hanno certamente vissuta le due tifoserie nel ricordo e nella dedica comune fatta ad un calciatore simbolo di questo derby: Carmelo Imbriani.