Retròpassaggio – L’Odissea di Andrea Carnevale

    Andrea Carnevale è e rimarrà sempre come uno degli uomini simbolo del primo scudetto che giunse nella città della pizza nel lontanissimo 1987. I suoi gol pesanti e il suo fisico l’hanno reso uno degli attaccanti più interessanti del calcio di Casa Nostra.

    Andrea non aveva avuto una carriera facile. Infatti, la punta di Monte San Biagio rimase a lungo confinato in Serie C, fino a quando il buon Luis Vinicio, O’Lion, lo lancia nella massima serie. Ma qualcosa non andava per niente bene nella vita di Carnevale….

    Andrea non aveva una famiglia qualunque. Avere una famiglia alle spalle che sostiene sempre e comunque la vita del proprio figlio è il sogno di ognuno di noi. Alcuni ce l’hanno, altri purtroppo no. Tra questi anche Carnevale, il quale perse la madre per mano del padre, che dopo essersi fatto cinque anni di galera e dopo aver lasciato Andrea e i suoi sei fratelli in balia di sè stessi, si suicida. Sono anni a dir poco terrificanti per il povero Andrea, che, proprio a causa di questi avvenimenti, inizierà a soffrire di quei problemi caratteriali che hanno compromesso la sua carriera.

    Andrea ha avuto una possibilità. In un contesto così difficile, trovare un’ancora di salvataggio per rimettersi in carreggiata può dare una sterzata alla propria vita. E’ il 1986 e Carnevale approda al Napoli. Allenarsi e sedersi a fianco di gente come Maradona, De Napoli e Bianchi deve aver smosso qualcosa nella testa di Andrea, che inizia ad acquisire una grande forza e diventa subito uno dei paladini dei supporters azzurri. Ma le sorprese positive non finiscono qui: Carnevale, grazie alle sue favolose prestazioni in maglia azzurra, viene convocato in pianta più o meno stabile anche nell’altra squadra azzurra, la Nazionale, che s’apprestava a disputare il fallimentare Mondiale di Italia’90. Andrea è l’attaccante di riferimento, ma presto Totò Schillaci gli ruba il posto…

    Andrea si è rialzato, ma è ricaduto. Essere sostituito durante le partite del Mondiale più importante della sua vita non è per niente piaciuto al povero Carnevale, che rivolgerà un pesantissimo “Vaffa” al ct Vicini, a causa del quale non scenderà più in campo con la maglia della Nazionale. Intanto, anche la sua parentesi napoletana giungeva al capolinea, e Carnevale dapprima tornerà ad Udine, poi vestirà le maglie di Pescara e Roma, dove terminerà anzitempo la sua carriera per doping, insieme all’allora compagno Angelo Peruzzi.

    Andrea ha toccato il fondo… E’ la fine per Carnevale, che viene addirittura arrestato nel 2002 per spaccio e dtenzione di sostanze stupefacenti. Si separerà anche dalla conduttrice Paola Perego, dalla quale ebbe anche due figli.

    …ma si è prontamente ripreso. Grazie alla sua ferrea forza d’animo, Carnevale riuscì a riprendersi e a darsi una seconda chance. Ha provato senza successo a candidarsi al Parlamento Europeo, ma poi è entrato in una delle più interessanti realtà calcistiche del Bel Paese: l’Udinese. Andrea entra a far parte della società friulana, con la quale è legato da quasi un decennio, ricoprendo la carica di talent scout.

    La storia di Andrea Carnevale è quella che vi abbiamo appena raccontato: una storia che, nonostante un mare di avversità è riuscita a concludersi per il meglio. Solo per la sua proverbiale forza d’animo, Andrea meriterebbe un mare d’applausi e un monumento. Ma, intanto, a lui va il ringraziamento di tutti i tifosi napoletani per aver reso grande la città e la squadra che gli ha cambiato la vita.

     

     

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