Piccolo grande scugnizzo… Da Frattamaggiore alla Champions, è la favola di Lorenzo Insigne!

Diventare calciatore è il sogno di qualsiasi bambino, realizzarlo è una realtà che a pochi riesce e in una città come Napoli, che vive di calcio, è difficile diventare il fortunato che calcherà i campi più importanti al mondo. C’è chi però, tra le stradine della città, è riuscito a realizzare quello che per molti è irrealizzabile, rincorrendo il pallone, e ancora più velocemente, il sogno di diventare un grande. Stiamo parlando di Lorenzo Insigne.

FAMIGLIA E PRIMI PASSI – Nato il 4 giugno 1991, il piccolo talento di Frattamaggiore, cresce in una famiglia numerosa. I suoi genitori, Carmine e Patrizia, portano alla luce ben quattro figli maschi: Antonio, Lorenzo (che è il secondogenito), Roberto e Marco. Pochi soldi, ma tanta forza per andare avanti. Lorenzo sa che la famiglia viene prima del suo obiettivo, e allora fin da giovane, lavora al mercato della sua città nella mattinata, e nel pomeriggio va ad allenarsi. Difficile farsi notare però. Il fisico non aiuta, molto più basso dei suoi coetanei, ma quando ha la palla tra i piedi, illumina tutto. E allora ecco Giuseppe Santoro, responsabile del settore giovanile del Napoli, che crede nel piccolo attaccante e lo porta nella squadra azzurra per appena 1500 euro.

PRIMAVERA ED ESORDIO – La strada per il successo è ancora lunga, ma per Lorenzo non è un problema, è abituato a fare sacrifici da quando è nato. Cresce prima negli Allievi, dopo si conferma con la Primavera azzurra e nella stagione 2009/2010 mette a segno 15 gol. E’ il momento, Insigne c’è, e Mazzarri lo premia regalandogli l’esordio in Serie A. Il 24 gennaio, il Napoli vince 0-2 a Livorno, e il giovane napoletano entra all’ultimo secondo in campo al posto di Denis. Il tempo di dire ce l’ho fatta, e la partita finisce. Pochi secondi, ma è un primo obiettivo raggiunto, ma c’è ancora tanto da fare e si deve andare lontano da Napoli.

IL MAESTRO ZEMAN – In Lega Pro, approda prima alla Cavese, ma non convince. C’è qualcuno però che crede in lui. Quel Zdenek Zeman che, tornato a Foggia, vede in Lorenzo l’attaccante esterno perfetto per il suo 4-3-3. Tanto lavoro ed ecco i risultati: 33 presenze e 19 gol. L’allenatore boemo, se lo porta anche nella sua nuova esperienza in Serie B a Pescara. Qui troverà due talenti che rappresenteranno la freschezza e la fantasia italiana degli ultimi anni: Immobile e Verratti. L’abruzzese in cabina di regia conquisterà l’intera Europa, i due napoletani in attacco fanno sfracelli, con Immobile che vince la classifica cannonieri ed Insigne lo segue con 18 gol e 14 assist. Il Pescara ritorna in A, vincendo il campionato cadetto, e per Lorenzo è tempo di tornare a casa.

IL RITORNO A CASA – E’ il 2012 ed è tempo di tornare a vestire la maglia azzurra. Il primo anno è molto difficile. Mazzarri non predilige la crescita dei giovani e la presenza di Cavani nel reparto offensivo, rende la vita difficile agli attaccanti. Ma tutto è utile per la crescita. Arrivano le prime partite da titolare, il primo gol al Parma in Serie A il 16 settembre, e durante la stagione, in una partita casalinga con il Palermo, gioca alcuni minuti con il fratello Roberto, anche lui giocatore del Napoli Primavera. La stagione termina con cinque gol fatti e sette assist, tra campionato, Europa League e Coppa Italia, e il raggiungimento del secondo posto. Ma il ciclo Mazzarri finisce, e per Lorenzo c’è un nuovo mentore: Rafa Benitez.

BENITEZ – Con lo spagnolo in panchina, Insigne può crescere definitivamente. L’ex Liverpool predilige il gioco sulle fasce, e quindi tutto a favore di Lorenzo. Ma Napoli si riempie di campioni. Arrivano Reina, Albiol, Callejon, Mertens ed Higuain sotto l’ombra del Vesuvio. Insigne dovrebbe partire titolare, ma a lungo andare comincerà a convivere con la concorrenza del belga Mertens. La stagione comincia bene e il suo splendido gol al Borussia Dortmund, alla prima giornata di Champions, sembra la consacrazione definitiva. Non sarà così. Il talento di Frattamaggiore, non riesce a compiere la fase difensiva, e così Mertens conquista Benitez ed i tifosi azzurri. In questi anni arriva anche la convocazione per la Nazionale maggiore, dopo un ottimo Europeo under 21, e il suo primo gol con l’Argentina. Il suo 2013/2014 finisce con 9 gol stagionali tra Europa League, campionato, Champions e Coppa Italia, due di questi siglati nella finale contro la Fiorentina, che portano al Napoli la seconda Coppa Italia in pochi anni.

IL GRAVE INFORTUNIO – Il Mondiale in Brasile sarà un disastro, ma il peggio deve ancora arrivare. L’inizio di campionato è ottimo per Lorenzo, che scavalca Mertens, ma a Firenze il 9 novembre 2014, rimedia una rottura del crociato contro la Fiorentina, e la sua stagione sembra finire così. Ma Lorenzo è caduto già altre volte, la vita era stata dura già in passato e quindi sa che si deve lottare. Perde la vittoria del Napoli a Doha, che conquista la Supercoppa Italia contro la Juventus. Il lavoro paga e Lorenzo brucia i tempi e il 4 aprile torna in campo, e il 26 dello stesso mese segna un bellissimo gol alla Sampdoria. E’ tornato lo scugnizzo, Napoli esulta per il suo giovane talento. Tanto impegno e tanto lavoro, ma non basterà a conquistare la Champions, la stagione degli azzurri sarà fallimentare, con un quinto posto raggiunto.

SARRI E LA CONSACRAZIONE – Arriviamo dunque ai giorni nostri. Storia vecchia che conosciamo bene. L’ultima annata per Insigne porta nel suo tabellino personale 42 presenze e 13 reti tra campionato, Europa League e Coppa Italia, distruggendo qualsiasi suo record personale, oltre ad essere uno dei migliori assist man della Serie A. Grandi gol, in particolar modo quelli al Milan e alla Juventus, ma i problemi non mancano neanche quest’anno. Problemi di dialogo con Conte, che però, solo alla fine, non potrà non convocarlo per l’imminente Euro 2016 in Francia.

Oggi Lorenzo Insigne compie 25 anni, ed è appena a metà della sua avventura calcistica. Il giovane napoletano sta dimostrando come nella vita non bisogna arrendersi ai primi ostacoli, combattere e crederci ha portato il piccolo folletto di Frattamaggiore nel mondo dei giganti. Da Frattamaggiore a Napoli, da Foggia a Pescara, passando di nuovo per Napoli fino ai migliori campi d’Europa, dalla Nazionale prima a Rio e poi in Francia, insomma Lorenzo ce l’ha fatta, ma la sua storia è ancora tutta da scrivere…

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