Fili sconnessi: il circuito si accende, ma poi esplode!

    Un libro non basterebbe a scrivere la storia di questa sera. Una storia con un finale triste, troppo triste. Nel primo tempo sembra di assistere ad un film horror visto e rivisto nel corso di questa stagione: una difesa ed un centrocampo inesistenti (in realtà anche Andujar) spalancano le porte ad una Lazio straripante, che va al riposo con due reti di vantaggio siglate da Parolo e Candreva. Nel secondo tempo è tutto un altro Napoli: Higuain accorcia le distanze e si accende una piccola fiammella di speranza nei cuori azzurri; ma la scintilla si scoppia quando la Lazio resta in 10 per l’espulsione di Parolo e con l’immediato pareggio sempre targato Higuain. Il San Paolo esplode ed i decibel a Fuorigrotta salgono vertiginosamente.

    Poi però il Napoli inizia il processo di autolesionismo: Ghoulam colleziona due cartellini gialli in pochi minuti e ristabilisce la parità numerica. Poi il possibile momento della svolta: al 76′ Rocchi assegna il calcio di rigore ai padroni di casa, ma Higuain spedisce alto. La delusione non si può descrivere. Il sogno diventa incubo. Il giustiziere finale è Onazi, che all’85 sigla il gol del 2-3. Per il Napoli è doccia gelata. Il tabellino finale diventa ancora più impietoso: Klose firma il 2-4 finale. Impossibile non parlare di fallimento. Inizia da stasera un processo che terminerà molto tardi. Il Napoli ha confermato di essere una squadra immatura e non pronta per certi palcoscenici.

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