Pochi punti e gioco pessimo, che succede al Napoli?

    Tanta tristezza, poche certezze e gioco brutto. Il Napoli dopo le prime quindici giornate si riassume in questi tre punti. L’uscita dalla Champions è stato solo la prima delle tante delusioni della squadra azzurra. Dove sono gli azzurri?  La squadra che l’anno scorso fece impazzire una piazza intera, l’unica ad uscire dalla competizione dalle grandi orecchie a dodici punti, tra gli applausi di tutta l’Europa.

    Si parte dalla difesa che è sempre stato il punto debole. Rafael non è Reina, ma il modo in cui gli attaccanti avversari arrivano in porta è davvero imbarazzante. Albiol non è nemmeno un lontano parente di quel leader che l’anno scorso comandava la difesa. Koulibaly è stato disastroso in occasione dei due gol. Ieri Mesto è stato il migliore della difesa, e questa la dice lunga anche sulla partita di Ghoulam, che però è risultato tra i migliori negli ultimi match. Ecco. Il più in forma della retroguardia partirà per la Coppa d’Africa a gennaio, e di Zuniga non si hanno più notizie

    A centrocampo i punti fermi sono Lopez e Gargano, totale assenza di idee, quindi, visto le caratteristiche dei due. Inler non viene più preso in considerazione e comincia a preparare le valige. Hamsik fuori ruolo, Insigne infortunato, Mertens ancora non al top e Callejon stanco. Lo spagnolo non riposa mai, dopo la convocazione con la nazionale, a Napoli il numero sette è tornato sottotono. E’ il momento di De Guzman che dopo le critiche sta dando grandi soddisfazioni, esclusa la partita di ieri.

    In avanti Higuain comincia a non reggere più da solo la squadra. Troppo nervosismo e pochi palloni per l’argentino, che deve tornare nella sua metà campo per toccare la sfera. C’è però un Duvan Zapata in forma straripante. Ieri Mexes non è stato mai impensierito dall’attacco azzurro prima dell’ingresso del colombiano, che ha cominciato a giocare. Il Milan di ieri non è stato fantastico, l’Empoli sembra di un altro pianeta sul piano dell gioco, semplicemente il Napoli non è sceso in campo

    La ciliegina sulla torta, se così si può dire, è però l’atteggiamento di Benitez, che per gran parte della gara è stato seduto in panchina a guardare la nave affondare, quasi come Schettino, ovviamente con risvolti meno drammatici. Lo spagnolo dà la sensazione di non voler continuare il percorso con la squadra e così anche alcuni calciatori. Natale in casa De Laurentiis sarà molto movimentato, quasi come succede nei suoi cinepanettoni. Attenzione però, alcuni attori potrebbero andarsene prima del previsto.