Juventus, Roma e Napoli: i motivi del “valzer” delle punte

Tra gli intrecci più clamorosi che questa pazza sessione di calciomercato ci sta regalando, c’è quello che coinvolge Juventus, Roma e Napoli.

I bianconeri, dopo la cessione di Gonzalo Higuain, sono alla ricerca del numero nove da regalare al nuovo tecnico Andrea Pirlo: i nomi caldi sono quelli di Edin Dzeko e Luis Suarez, con l’ipotesi Milik ormai tramontata dopo l’addio di Sarri.

Proprio su Milik, però, c’è forte la Roma di Paulo Fonseca, che per una cifra complessiva di circa 25 milioni di euro potrebbe portarsi a casa il centravanti polacco, che di conseguenza sarebbe il “semaforo verde” per la trattativa tra Edin Dzeko e la Juventus.

Il Napoli ha già sistemato il suo “pacchetto offensivo”: gli arrivi di Victor Osimhen e Andrea Petagna, insieme al rinnovo di Dries Mertens, rendono il ruolo di centravanti del Napoli ben coperto e, di conseguenza, non lasciano spazio alla permanenza di Milik.

Ora, alcune domande sorgono spontanee: perché la Roma dovrebbe privarsi del suo capitano per darlo alla Juventus? Perché i bianconeri puntano un profilo come quello di Edin Dzeko? Perché il Napoli è vicino a cedere Milik a una diretta concorrente? Analizziamo i profili al centro di questo intreccio e vediamo quale squadra potrebbe guadagnare di più da questo “valzer” o “effetto domino”.

Juventus: Dzeko o Suarez?

Molti, risponderebbero senza esitazione Luis Suarez. Ma il calcio non è solo individualità: è esperienza, leadership, compiti, efficienza e funzionalità in virtù del gioco espresso dalla squadra. Non si può dare una risposta netta alla domanda, in quanto è sempre e solo il campo a emanare le sentenze.

I due hanno punti in comune: non sono più giovani, sono giocatori esperti che vanno verso gli ultimi anni ad alti livelli e potrebbero entrambi far bene alla causa juventina. Vediamo perché analizzando le loro caratteristiche.

Luis Suarez: una macchina – quasi – perfetta

Luis Suarez è un giocatore fantastico, ha tutti i numeri dalla sua parte e da anni fa la differenza nel Barcellona. Gli altri passano, lui e Messi invece sono i pilastri che hanno sorretto la casa blaugrana a prescindere da tutto e tutti, incantando con le loro giocate da fuoriclasse.

Animale da area di rigore, ma giocatore anche capace di giocare spalle alla porta per servire i compagni, proprio come ha fatto tantissime volte con l’argentino, il suo migliore amico. A proposito, che cosa strana sarebbe vedere il migliore amico di Messi nel tridente con Cristiano Ronaldo!

Giocatore in perfetto stile Juventus: aggressivo, carattere forte e, visto il suo palmares, vincente. Con l’idea di gioco che vuole proporre Andrea Pirlo, incentrata sul pressing e recupero palla nella metà campo avversaria sfiancando la controparte, il “pistolero” non farebbe fatica ad ambientarsi.

Nel tridente con Dybala e Ronaldo potrebbe fare faville, segnando e facendo anche segnare, caratteristica però che appartiene, per eccellenza, al prossimo giocatore.

Edin Dzeko: il – generoso – cigno di Sarajevo

Edin Dzeko è un attaccante spaziale, ma spesso sottovalutato – e ancora non capisco il perché -.

Come detto in precedenza, il bosniaco segna e fa segnare, accorcia, lega, difende, crea, finalizza. Sarebbe ideale per la Juventus di Andrea Pirlo: ricordate quando Cristiano Ronaldo era al Real Madrid e aveva l’incessante e sempre perfetta assistenza di Karim Benzema? Ecco, potrebbe succedere la stessa cosa con un approdo dell’attuale capitano della Roma a Torino.

La sua capacità di essere “10 in un 9” aiuterebbe a concludere e creare: un sinistro di Dybala dalla trequarti potrebbe spesso mandarlo in rete, come fa nei giallorossi Lorenzo Pellegrini, mentre accorciando e scaricando il pallone a destra o a sinistra – per gli esterni che con Pirlo giocheranno molto alti in fase di possesso -, aiuterebbe lo sviluppo della manovra.

Inoltre conosce benissimo la Serie A, a differenza di Suarez: aspetto da non sottovalutare.

Roma: Milik è il nome giusto?

Dopo gli elogi a Edin Dzeko, resta chiara una cosa: sostituirlo con qualcuno di pari livello è pressoché impossibile.

Il nome più caldo e che pare essere quello che veramente sostituirà il bosniaco in giallorosso è quello di Arkadiusz Milik: il polacco ha bisogno di cambiare aria, ormai il rapporto con il Napoli e i napoletani è diventato troppo complicato.

Negli ultimi mesi, il suo rendimento non è stato all’altezza di quello che ha dimostrato di saper fare e ciò ha annebbiato la vista a molte persone, facendo dimenticare la vera natura del classe ’94.

Quelle che seguono, sono le migliori giocate e alcuni dei gol di Arek Milik nella stagione 2018/19, reduce quindi da due infortuni al crociato.

Perché la Roma sta puntando Milik? Perché è un grande giocatore, conosce la Serie A, è simile al bomber ex City per caratteristiche e perché questo è il momento giusto per cambiare.

Edin Dzeko va verso i 35 anni, nel giro di poco tempo i giallorossi avrebbero dovuto effettuare questo cambio di centravanti: si è presentata questa occasione, con un giocatore di una tua rivale scontento e che ha bisogno di cambiare aria, in scadenza e nel mercato post coronavirus. Perché non approffittarne?

Di certo nell’immediato la Roma ci perde passando dal 9 al 99, ma in prospettiva e per tempistiche sarebbe un acquisto perfetto.

Napoli: Osimhen, Petagna e Dries Mertens

Resta, in tutto ciò, il Napoli: via Milik, dentro Osimhen e Petagna, rinnovando Ciro Mertens.

L’investimento importante fatto per il giovane nigeriano fa capire che avrà molte chance da titolare e si cercherà un modo per far convivere lui e il belga.

Il modo c’è, si chiama 4-2-3-1.. ma anche 4-3-3. Sì, perché non è tanto importante il modulo, quanto il compito che viene affidato a un giocatore in campo.

Dries può agire alle spalle di Osimhen, ma anche ai lati, permettendo – ad esempio – a una mezz’ala come Piotr Zielinski, in fase di possesso, di poter inserirsi e avanzare di alcuni metri.

Il Napoli ha molte opzioni: con Osimhen si può giocare un calcio veloce, paziente ma immediatamente verticale; con Andrea Petagna si ha invece un importante appoggio centrale, utile per mantenere il possesso del pallone ma anche per far trovare più spazio e gol agli esterni d’attacco, come mostrato dallo stesso attaccante italiano nell’amichevole contro il Pescara.

I nomi sono tanti, gli intrecci pure, ma ogni squadra si sta muovendo in maniera intelligente e attenta in questa folle sessione di mercato, che balla, sulle “punte”, al ritmo di un “valzer”.